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LETTURE/ Abolire la punteggiatura? Si finisce come il panda di Lyenne Truss

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La virgola infatti è necessaria nelle enumerazioni, negli incisi e prima o dopo proposizioni subordinate con caratteristiche di inciso. Non va mai fra una reggente e una frase subordinata con funzione di soggetto o oggetto e prima di una relativa che precisi il significato. Come si vede si tratta sempre di una funzione strutturale determinata che non corrisponde ad un'eventuale pausa nel parlato.

Se ne può fare a meno dunque? Se la punteggiatura, e la virgola di conseguenza, sono un fatto di struttura linguistica, non ne dovremmo fare a meno perché una omissione può mettere in gioco la coesione e la coerenza di un testo. Una virgola mal usata può scombinare le strutture testuali cambiandone profondamente il valore. Quando un testo ha una funzione in cui è privilegiata la strutturazione testuale, la virgola diventa una sorta di colonna d'Ercole che non può essere omessa.

Riascoltiamo Balestrini: "certo, è diverso quando scrivo saggi o articoli. Non me la sono mica dimenticata la punteggiatura".

Naturalmente parlare di scrittura oggi significa molte cose. È scrittura ad esempio un sms o un messaggio di WhatsApp? Che tipo di scrittura sono tutti gli scambi attraverso i vari "social"? Certo, materialmente sono qualcosa di scritto in cui però sono ormai entrate molte modalità del parlato. Una forma ibrida di comunicazione che privilegia la rapidità e l'emotività del messaggio rispetto alla forte strutturazione. Una coesione che si basa non tanto sulla subordinazione quanto sulla ricorrenza e sulla giunzione. Si realizza così il sogno di molte avanguardie del secolo scorso, dai futuristi alla neoavanguardia. Filippo Tommaso Marinetti lo aveva profetizzato (ma mettendo tutte le virgole giuste) al punto sei del suo Manifesto tecnico della letteratura futurista (11 maggio 1912): "6. Abolire anche la punteggiatura. Essendo soppressi gli aggettivi, gli avverbi e le congiunzioni, la punteggiatura è naturalmente annullata, nella continuità varia di uno stile vivo che si crea da sé, senza le soste assurde delle virgole e dei punti. Per accentuare certi movimenti e indicare le loro direzioni, s'impiegheranno segni della matematica: + - x : = > <, e i segni musicali".



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