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LETTURE/ Il Sud, i Savoia e la profezia di Luigi Sturzo

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Luigi Sturzo (1871-1959) (Immagine d'archivio)  Luigi Sturzo (1871-1959) (Immagine d'archivio)

Mentre "l'economia del Nord, cioè tutta l'economia industriale dell'Italia", bisognosa di protezione e di danaro, nel rigoglio delle sue nuove forze, "non poteva che rivolgersi al governo e alle banche, e, a mezzo di queste, esercitare la funzione (naturale anch'essa) di assorbire le energie minori, di utilizzare a proprio vantaggio altre forze, di orientare a sé il resto del proprio mondo". Senza lotta "egemonica" tuttavia, prosegue Sturzo, vi fu un lento assorbimento, depauperamento, disintegrazione, conquista con "premi politici" di consenso allo sfruttamento (Sturzo precisa: "senza fini cattivi, anzi spesso senza averne coscienza" …ma era un sacerdote…) delle energie e delle condizioni del Mezzogiorno.

A Napoli, nella Galleria Principe, come in tutta Italia ormai, il 18 Gennaio del '23 l'aria era presaga di fascismo dilagante: Sturzo però non sembrava parlare soltanto di quel suo tempo, di quella sua aria. Diceva che un vero partito, e il Partito Popolare, per lui, tutto questo già lo era, avrebbe indicato al mondo civile e sociale ciò che si può fare rinsaldando i vincoli sociali fra le classi in nome delle virtù cristiane. Perché, spiegava: "nostro male profondo è l'abisso che spesso prevale tra persona e persona, proprio grazie alla politica, la quale spesso unisce coloro che sfruttano il popolo e se ne fanno sgabello". 

Parlava quel giorno per "Napoli bella e Palermo ferace" ma il suo è un invito per tutti coloro che hanno un perpetuo sogno: "La redenzione comincia da noi".

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COMMENTI
02/02/2014 - nord e sud (luisella martin)

Sono nata al sud, per combinazione, figlia di genitori piemontesi. Cresciuta tra il Piemonte e la Lombardia ho sposato un romano ed ora vivo in Puglia, per scelta. I miei figli sono nati entrambi in Puglia; uno parla romanesco e l'altra conosce bene il dialetto brindisino. Nel corso degli anni vissuti al nord ho potuto constatare che quelli che parlano male del sud sono prevalentemente figli di meridionali che si sono trasferiti al nord; gli altri sono spesso quelli che il sud non l'hanno mai nemmeno visitato. Le parole di Don Sturzo riportate nell'articolo circa l'abisso che spesso prevale tra persona e persona proprio grazie alla politica (che spesso unisce coloro che sfruttano il popolo e se ne fanno sgabello) sono profetiche, come dice il titolo dell'articolo.

 
02/02/2014 - smettiamola (luisella martin)

Sturzo parlava delle buoni intenzioni del Nord Italia, non perché era un prete, ma perché era un cristiano e i cristiani cercano di parlare in modo da pacificare e non per creare ulteriori barriere. Il contributo di morti nelle guerre d'Italia del sud é motivo di riflessione per tutti. C'é chi pensa che siano morti inutili, ma in verità lo sono tutte le morti. Il sud é, come il nord d'Italia, terra di genti forti e generose; la differenza, che ora non esiste più, quando fu fatta l'Italia, era sopratutto in termini di livelli di studio delle popolazioni. Per favore smettiamola di parlare di sud e di nord come di realtà culturali diverse!

 
02/02/2014 - commento (francesco taddei)

già l'incompiutezza della salerno-reggio calabria è colpa del norditalia! da quando esistono le regioni i governanti locali hanno sempre di più aumentato il loro potere e ancora gridate alla sfruttamento. sarà mica ora di smettere di piangere e darsi da fare e proteggere gli sforzi del proprio paese come fanno tutti gli altri?