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LETTURE/ Saffo e il nuovo "Carme dei fratelli": senza dèi non si può vivere

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Quest'ultimo punto, in particolare, emerge con chiarezza. Nella Grecia arcaica il poeta riveste anche un ruolo sacerdotale, per la sua capacità di invocare e celebrare le divinità nelle forme dettate dalla tradizione. Proprio questa familiarità con il divino – oltre al talento poetico donatole dalle Muse – autorizza Saffo a cantare per la propria comunità (che è, di volta in volta, il tiaso delle allieve, la famiglia, la città): nel sentimento arcaico, infatti, ogni momento del quotidiano è soggetto all'azione di un dio, e la performance poetica dà voce a tale sentimento. Nel nuovo brano (come in tutti i "canti di Carasso") il ruolo degli dèi è decisivo: loro, e Zeus sopra tutti,  possono dare salvezza nei mali, e a loro quindi va affidata la sorte del giovane. Ma gli dèi devono essere supplicati: è qualcosa che essi si aspettano; ecco perché tocca a Saffo levare una preghiera solenne alla regina degli dèi, Era. È la stessa Era a cui la poetessa si rivolge nel carme 17, per chiederle di proteggere il ritorno in patria di una ragazza del tiaso: è la grande dea che i Lesbi venerano, insieme a Zeus e a Dioniso, nel santuario più visitato dell'isola.

Se il ritorno di Carasso (importante anche per il benessere economico della famiglia) è associato all'intervento di Era, la situazione degli altri familiari è soggetta all'insondabile arbitrio di Zeus (è lui che "distribuisce la fortuna ai mortali", come ricorda Nausicaa a Odisseo). Ma in casa c'è un altro figlio maschio: l'ultima strofa è un evidente invito a Larico ad assumersi le responsabilità adulte che la prolungata assenza di Carasso gli assegna. Implicito biasimo (a chi è colpevolmente lontano), esplicita parenesi (a chi è presente e può dare): il "Carme dei fratelli" è uno splendido esempio di poesia pragmatica, volta a interpretare la realtà alla luce delle categorie di giudizio condivise dalla comunità, e a renderne quindi più sopportabili le asprezze.

Ecco, ora, una possibile traduzione italiana del nuovo brano.

…Carasso arriverà con la nave piena:
ecco quel che sai dire. Ma queste cose, credo,
le sanno Zeus e tutti gli dèi. Tu non dovresti
pensare a questo,

ma mandare me da Era regina, e chiedermi
di invocarla con suppliche,
perché Carasso possa tornare qui
con la nave intatta

e trovare noi in buona salute. Tutto
il resto affidiamolo agli dèi:
i venti impetuosi, infatti, si placano
presto nella bonaccia;

quelli a cui il re dell'Olimpo, divenuto
propizio, decide di girare il destino
via dagli affanni, questi sono felici
e fortunati.

E noi, se Larico solleverà
la testa e diventerà uomo,
sì, da tutte queste angosce
potremo liberarci.