BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTURE/ Elizabeth Anscombe, passione umana per il vero

Pubblicazione:

Gertrude Elizabeth Margaret Anscombe (1919-2001) (Immagine d'archivio)  Gertrude Elizabeth Margaret Anscombe (1919-2001) (Immagine d'archivio)

Critica anche il carattere astruso degli esempi di molta etica analitica anglosassone che non nascerebbero sempre da una buona intenzione sotto il profilo morale. Secondo Rosalind Hursthouse la Anscombe sottolinea che è errato e tendenzioso affermare che vi siano solo due alternative etiche possibili in una scelta, perché in realtà, a ben vedere, ve n'è più di una. Talora poi una delle due alternative proposte come esclusive non è effettivamente tale perché non è ragionevolmente percorribile. Ella invita, così, a fare maggiormente uso dell'immaginazione nell'esperienza morale. 

– Critica al deontologismo formalistico dell'autolegislazione di derivazione kantiana che Anscombe sostiene essere assurda. Anscombe ammette certamente i doveri come condizioni per raggiungere un determinato fine. Sostiene pure che i doveri assoluti esistono in etica, ma che possono essere giustificati in ultima analisi solo dal comando divino e che sul piano della giustificazione della morale l'autolegislazione non ha senso, una volta venuta meno nella modernità la fede nel comando divino. Ella riprende dal secondo Wittgenstein l'idea che valorizzerà MacIntyre della problematicità di una  ripresa di certi termini, in particolare del dovere inteso in senso forte in un contesto assai diverso rispetto a quello in cui sono sorti originariamente. 

– Secondo la Anscombe non si può fare oggi filosofia morale finché non abbiamo un'aggiornata filosofia della psicologia che ci dica che cosa significhi compimento o fioritura umana (Human flourishing) e come si connettano a essa le virtù. Questo invito per lo più non è stato seguito anche perché non è del tutto chiaro che cosa significhi filosofia della psicologia. Essa sembra riguardare non le scienze, ma quella teoria dell'azione da lei intrapresa poco dopo con l'importante volume Intention, considerato da Donald Davidson la più importante opera di teoria dell'azione dopo Aristotele. Su questo non facile volume si sofferma a lungo e giustamente Elisa Grimi.

Il volume di Elisa Grimi non copre tutto l'arco della produzione della Anscombe, ma vuole introdurre al suo pensiero attraverso la presentazione di alcune opere fondamentali: a partire dai saggi iniziali cui si è accennato (ivi compreso il Commento al Tractatus di Wittgenstein) e dalla polemica  con Clive S. Lewis sul tema dei miracoli su cui ci si sofferma in maniera particolarmente approfondita. 

Il volume si chiude con un'ampia rassegna di testimonianze sulla Anscombe da parte di studiosi che l'hanno conosciuta di persona. Si tratta di una gustosissima serie di riflessioni e di aneddoti che alleggerisce l'esposizione di un pensiero che presenta un'obiettiva difficoltà ad essere compreso e che richiede una lettura paziente. Di qui anche l'utilità di questa prima monografia in lingua italiana.

-
Elisa Grimi, "G.E.M. Anscombe. The Dragon Lady", Cantagalli, Siena 2014. pp. 528.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.