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DIVINA COMMEDIA/ 1757, il conte e la zarina: così Dante "conquistò" la Russia

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Andrej Rublëv, Cristo Salvatore (Immagine d'archivio)  Andrej Rublëv, Cristo Salvatore (Immagine d'archivio)

I più grandi recettori di Dante in Russia dunque sono i poeti: e sarà il grande Aleksandr Puškin a fare da battistrada, mutuando da Dante temi (Paolo e Francesca, episodio echeggiato nell'Evgenij Onegin) e tratti stilistici (la terzina detta "dantesca").

Dopo di lui, ci sarà chi sottolineerà maggiormente le vicende biografiche di Dante, sulla scia di ideali più o meno romanticheggianti, e lo eleverà a simbolo del poeta esule in lotta per la libertà, la giustizia e la patria (Kjuchel'beker, Herzen); e ci sarà chi invece farà della Commedia un ingrediente essenziale della propria opera, raccogliendo a piene mani dal poema temi, citazioni, addirittura il personaggio stesso di Beatrice, e disseminandoli per i propri componimenti (Bal'mont, Brjusov, rappresentanti della prima generazione dei simbolisti).

Anche il grande filosofo Vladimir Solov'ev, pur senza ammetterlo esplicitamente, si ispirò alla poetica di Dante e alla figura di Beatrice per sviluppare diversi aspetti della sua filosofia (il concetto di Sofia, l'idea dell'Eterno Femminino, l'impostazione generale del suo pensiero sul numero tre…), aprendo le porte all'interpretazione di Dante della seconda generazione dei simbolisti russi, all'inizio del XX secolo. Fra di loro, Aleksandr Blok intraprenderà un confronto umano con Dante forse unico rispetto agli altri. 

In soli quattro anni (1904-1909), Blok comincia cantando alla sua Prekrasnaja Dama (la "Bellissima Dama"), idealizzazione quasi divinizzante della moglie Ljubov Mendeleeva (figlia del grande chimico), additando senza ombra di dubbio l'esperienza di Dante nella Vita Nova, per poi giungere a un totale sovvertimento: il tormentato rapporto con la moglie, fatto di incomprensioni e gelosie, finirà per trasformarsi in un dramma che troverà la sua espressione nel Pesn' Ada (Canto d'Inferno). Qui l'amore è tragedia, la poesia stessa è tormento e inferno, è una chiamata ad altezze insostenibili per l'uomo. La "Bellissima Dama" cede in questi versi il posto a una donna sconosciuta e prostituta, e l'amore è divenuto un atto eternamente peccaminoso, la cui descrizione echeggia chiaramente l'amore passionale ma effimero di Paolo e Francesca e il "folle volo" di Ulisse. Il viaggio di Dante è rivissuto al contrario. 

In questo clima di confronti ideali e biografici con Dante, di suggestioni poetiche e a volte di vere e proprie mistificazioni letterarie riguardo alla poesia dantesca, emerge una figura che si differenzia da tutte le altre, quella del poeta Osip Mandel'stam. 

(1 − continua)



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