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LETTURE/ Quelle strane "affinità elettive" tra Bernanos, Sciascia e Simenon

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Leonardo Sciascia (1921-1989) (Immagine d'archivio)  Leonardo Sciascia (1921-1989) (Immagine d'archivio)

Intravediamo l'effettivo discrimine che separa i versanti della modernità, e non corre propriamente tra fede e straziato agnosticismo, tra adesione a un credo e presa d'atto del dissesto. Più vicine di quanto non si creda, certe sensibilità inquiete; da cui invece si separa nettamente la stentorea certezza che il mondo non ha bisogno di essere salvato, al contrario è autosufficiente, e si dirige verso un benessere sempre maggiore, sul tapis roulant delle sorti progressive.  Una certezza del genere non ha domande che trascendano la capacità umana di risposta, e nemmeno sospetta quel cancello della preghiera a cui si appressa, nel Cavaliere e la morte di Sciascia, il tormentato Vice, «intravedendola come un giardino desolato, deserto».

Chi ha detto che il critico riesce tanto più incisivo quanto più è asettico e distaccato? Se opportunamente messa a fuoco, la passione si rivela un eccellente strumento euristico, ed è una fortuna che Di Grado non sia (né pretenda di essere) estraneo alla mischia, le insolite scoperte del suo Cruciverba nascono tutte dal coinvolgimento. A tal punto l'analista avverte la sfida della materia incandescente e contagiosa da sentirsi alla fine obbligato a una confessione; e nel cantuccio dell'Appendice conclusiva si espone in prima persona, dice la sua intorno a fede, istituzioni, dissidenti, eresie. 

E si potrà sicuramente discutere sugli scatti antidogmatici del teso supplemento, come pure sulle mistiche nozze tra spiritualità cristiana e anarchia che Di Grado celebra con fervore. Si dovrà discutere. Purché si tenga presente che questa diffidenza verso le formule riconduce opportunamente la verità cristiana a una persona – il Dio che ama e che libera – e non a una dottrina; purché non si dimentichi che qui il piglio anarchico è anche rivendicazione della libertà contro la forma-stato pervasiva e soffocante. 

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