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IL CASO/ Se vogliamo salvare l'italiano, diventiamo una monarchia

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La Carta belga, all'art. 30, stabilisce invece che l'uso delle lingue impiegate in Belgio (francese, neerlandese, tedesco) è facoltativo e può essere regolato solo dalla legge e soltanto per gli atti dell'autorità pubblica e per le questioni legali. Una formula simile si trova all'art. 29 nello statuto del Granducato del Lussemburgo, là dove si precisa che l'uso delle lingue in questioni amministrative e legali è regolato da leggi apposite. Non fanno cenno alla lingue le costituzioni delle altre monarchie costituzionali (Paesi Bassi, Danimarca, Svezia).

In Irlanda (art. 8 della costituzione) l'irlandese è lingua nazionale e come tale è la prima lingua ufficiale (The Irish language as the national language is the first official language). L'inglese è "riconosciuto come una seconda lingua ufficiale" (The English language is recognized as a second official language). L'opposizione tra l'articolo determinativo ("la" lingua irlandese) e l'indeterminativo (l'inglese è "una" seconda lingua: una delle tante) rivela l'intento patriottico: la lingua ufficiale è la lingua che dà fondamento unitario alla nazione.

Di foggia più recente, l'art. 27 della costituzione polacca assegna al polacco la dignità di lingua ufficiale, riconoscendo i diritti delle minoranze linguistiche (tedesche e lituane) ratificati da accordi internazionali. A sua volta, l'art. 6 della costituzione slovacca, dopo aver dichiarato la lingua ufficiale, stabilisce che gli usi di altre lingue (come il magiaro) diverse da quella ufficiale sono regolamentati da leggi. 

Più interessante, per noi, è la carta slovena: all'art. 11 lo sloveno è dichiarato lingua ufficiale; inoltre, al comma secondo, si stabilisce che nei comuni ove risiedono le minoranze italiana o ungherese sono ufficiali anche l'italiano o l'ungherese. Dunque la Slovenia riconosce l'ufficialità dell'italiano nei comuni italofoni; essa è arrivata prima della Repubblica Italiana. Peraltro, l'italiano è lingua ufficiale anche nella vicina Confederazione: all'art. 70, la costituzione elvetica cita tedesco, francese e italiano, con medesima dignità, come lingue ufficiali. In Croazia, invece, la costituzione (art. 12) si limita a dichiarare l'uso ufficiale della lingua croata e dell'alfabeto latino.

Anche la costituzione spagnola merita attenzione. L'art. 3 afferma: "El castellano es la lengua española oficial del Estado. Todos los españoles tienen el deber de conocerla y el derecho a usarla". Si precisa poi che le altre lingue spagnole (las demás lenguas españolas) hanno pure carattere di ufficialità nelle rispettive Comunità Autonome, secondo gli Statuti locali. E il terzo comma osserva che "la riqueza de las distintas modalidades lingüísticas de España es un patrimonio cultural que será objeto de especial respeto y protección". Nel medesimo spirito si muove l'art. 5 della nostra costituzione.



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