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IL CASO/ Se vogliamo salvare l'italiano, diventiamo una monarchia

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La settimana scorsa, a Roma, giuristi e italianisti riuniti a convegno hanno chiesto che la lingua italiana sia espressamente indicata nella nostra costituzione come lingua ufficiale. I quotidiani hanno citato la proposta di integrare l'art. 9 cost. con la proposizione: "L'italiano è la lingua della Repubblica" (così il Corriere della Sera del 18 febbraio a p. 36, per la penna di Dario Fertilio). L'Italia si collocherebbe in tal modo nel novero degli Stati che indicano la lingua o le lingue ufficiali del rispettivo Paese. Così avviene nella maggior parte dei ventotto Paesi che fan parte dell'Unione Europea. Una breve rassegna ci dà materia per riflettere.

L'art. 8, c. 1 della costituzione austriaca afferma che "la lingua tedesca, fatti salvi i diritti riconosciuti [...] alle minoranze linguistiche, è la lingua ufficiale [Staatssprache] della Repubblica". E al c. 3 si riconosce, nella sua specificità (eigenständig), anche la "lingua austriaca dei segni" (Österreichische Gebärdensprache). Pari riconoscimento è attribuito dalla costituzione ungherese (art. H dei Fondamenti) al magiaro e alla lingua magiara dei segni. 

Meno comprensivo, l'art. 6 della costituzione estone enuncia, sobriamente: "La lingua ufficiale dell'Estonia è l'estone" (Eesti riigikeel on eesti keel). Nulla si dice del russo, che è lingua di un terzo della popolazione (immigrata per lo più in epoca sovietica). Anche l'art. 4 della costituzione lettone (che risale al 1922) dichiara solo l'ufficialità della lingua lettone. Del pari, l'art. 14 della costituzione lituana afferma: Valstybine kalba - lietuviu kalba "la lingua dello Stato è la lingua lituana". Null'altro. Laconica è anche la Carta rumena (art. 13: În România, limba oficiala este limba româna). Non si cita il magiaro, che pure ha tradizioni antiche in Transilvania e in Banato; si tralascia anche il romaní, lingua dei Rom, mal tollerati ovunque. Invece, la costituzione bulgara afferma, all'art. 36, che lo studio e l'uso del bulgaro sono un diritto e un obbligo di ogni cittadino; inoltre, i cittadini di altra lingua (p.es. il turco) hanno sì il diritto allo studio e all'uso della propria, ma sono tenuti a studiare anche il bulgaro. 

A Cipro, la costituzione del 1960 riconosce al greco e al turco la dignità di lingue ufficiali. La costituzione greca, invece, non fa cenno alla lingua.

Andiamo a nord. La Legge fondamentale della Finlandia, all'art. 17, indica due lingue ufficiali: il finnico e lo svedese (circa un quarto dichiara di parlare, a qualche titolo, lo svedese; di questi, un buon numero si dichiara bilingue).



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