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IDEE/ Natoli, il Vangelo e quella "morale" che ci precede

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Sbarchi sulle coste di Lampedusa (Infophoto)  Sbarchi sulle coste di Lampedusa (Infophoto)

Che non è personale. È rituale e passa di generazione in generazione. Non attraverso i genitori, ma attraverso le istituzioni sociali. Il rito si concretizza nella dimensione immaginaria del mito. Quando popolazioni diverse si incontrano questa diversità è percepita come estraneità. Come giudizio di valore. Prevale l'idea che il mio mondo sia il migliore. Se l'altro la pensa nello stesso modo, il conflitto diventa inevitabile. La globalizzazione ha messo insieme, in tempi brevi, distanze enormi. Questo è il grande problema: non c'è stato il tempo per la mediazione. "Già nell'antichità − ha ricordato Natoli − Alessandro Magno aveva capito che, per creare unità nel suo impero, era necessario integrare i popoli e aveva favorito il matrimonio misto. Lui stesso aveva sposato una donna persiana: si era reso conto che era l'unico modo per unire culture diverse. Già secoli orsono un uomo così importante aveva percepito il grande rilievo dello ius soli. Intercultura deve essere, allora, una contiguità di vita. Non in senso intellettuale, ma reale. Aristotele affermava che per parlare insieme ci deve essere un terreno comune".

In sintesi, la comunicazione deve passare attraverso la contaminazione. In questo periodo viviamo una doppia crisi. Da un lato, mondi eterogenei che si incontrano poi si scontrano. Dall'altro, ogni mondo perde la propria identità. Ecco allora la fondamentale rilevanza della ricerca e condivisione di una identità comune. "È straordinario − ha rammentato Natoli − come in tutte le culture troviamo la regola d'oro che sta alla base del vivere insieme: non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te. Nella diversità delle culture c'è il principio persistente che lega gli uni agli altri ed è il reciproco rispetto considerato come punto di leva del rispetto universale. Ma ancora più significativo sarebbe attuare la versione positiva della regola d'oro: fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te". Questo sarebbe il modo migliore per entrare in empatia con l'altro. Ama il prossimo tuo come te stesso, verrebbe da dire declinando il concetto in senso religioso, ma terribilmente umano. Ed in fondo è bello che questa riflessione si concluda con una condivisione di temi tra pensiero laico e pensiero religioso con al centro l'Uomo.



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