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IDEE/ Natoli, il Vangelo e quella "morale" che ci precede

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Sbarchi sulle coste di Lampedusa (Infophoto)  Sbarchi sulle coste di Lampedusa (Infophoto)

Ci sono momenti in cui bisogna ascoltare. Ci sono appuntamenti dove non si può mancare. La recente Terza Giornata Interculturale Bicocca, intitolata Muoversi verso, era uno di questi. Perché c'era un panel di persone, esperienze, emozioni davvero importanti. Perché Unaoc (United Nation Alliace of Civilization) ha partecipato. Perché il mondo universitario ha cooperato con quello privato (Bmw Group che ha una partnership con Unaoc per il premio Intercultural Innovation Award), dimostrando che insieme si possono costruire progetti di alto profilo, ottimizzando risorse, esperienze, idee, persone. Perché oltre mille persone tra istituzioni, docenti, studenti, operatori di settore, curiosi hanno affollato l'aula magna e poi le tre sessioni pomeridiane e i laboratori. 

Cosa ne è emerso? Tanti spunti. Tante riflessioni. Un intervento in particolare, quello di Salvatore Natoli, filosofo, studioso e docente della Bicocca, ha fatto da leitmotiv della giornata. E ci sembra quindi doveroso riprendere qualche concetto per tutti coloro che non erano presenti. Partiamo da un fatto. Il processo dell'intercultura è ormai irrevocabile. Natoli lo definisce "futuro lussureggiare dell'ibrido" in quanto la storia muove a favore dell'ibridazione perché, alla fine, ha vinto il nuovo. Il progresso dell'umanità (in senso kantiano) è pensato nell'ordine della società. Gli uomini sono uniti in totalità sulla terra in società e sono distribuiti in popoli diversi. Muoveranno verso il progresso se saranno capaci di convergere verso la totalità, mantenendo la propria diversità".

Ma le differenze culturali hanno prodotto forme di vita diverse, tanto da arrivare a non capirsi e tali da tradursi spesso in conflitti. "Il nostro obiettivo - ha ricordato Natoli - deve essere quello di fare riapparire la comune umanità. Il linguaggio è la prima forma di differenziazione in quanto le lingue in sé non sono comunicative, ci deve essere un atto interpretativo". Ma imparare una lingua non significa, da solo, entrare in una certa mentalità. Per completare il cammino, bisognerebbe imparare anche miti, riti, credenze, sintassi, simboli.

"A questo punto - affermava Natoli - è indispensabile soffermarsi sul concetto di morale, intesa come modo in cui gli uomini distribuiti sulla terra stanno al mondo e si legano insieme. Se gli uomini devono essere conformi a regole, questo fa parte della morale". Quindi la morale precede la vita dei soggetti, sin dalla nascita, i soggetti sono sottoposti a regole che precedono la loro nascita e che sono indispensabili per vivere in comunità, la morale dunque è una regola che, è vero, può essere repressiva, ma originariamente era istruttiva. Riprendendo il tema già espresso in precedenza, le società sono diverse perché hanno miti, riti, culture diverse, ma ciò che tiene unito un popolo è la memoria culturale. 



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