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DIARIO GERMANIA/ I vescovi tedeschi attaccano Francesco, lo "difende" De Lubac

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Karl Rahner (1904-1984) e Henri de Lubac (1896-1991) (Immagine d'archivio)  Karl Rahner (1904-1984) e Henri de Lubac (1896-1991) (Immagine d'archivio)

Parlare con saggezza significa parlare secondo Cristo, che nella sua preghiera al Padre nel Vangelo di Giovanni ci richiama ad una delle cose che di più gli stanno a cuore – lo dice poco prima di morire: "…che siano tutti uno; che come tu o Padre, sei in me, ed io sono in te, anche essi siano in noi: affinché il mondo creda che tu mi hai mandato". Ci troviamo qui al cospetto del cuore trinitario di Dio.

Nel dibattito tra conservatori e progressisti ci sono elementi di verità in entrambe le parti. Per fare due esempi: è vero che attraverso lotte organizzate è stato possibile fermare il famoso rapporto Estrela che prevedeva l'aborto come un diritto umano ed una forzata educazione sessuale secondo la filosofia dei generi, già a partire dalle elementari. Ed anche vero che nel dialogo del cardinal Reinhard Marx con la Taz berlinese si fa un passo non autoreferenziale verso gli altri, verso quelle "periferie" di cui parla Francesco.

È vero però che c'e un pericolo per noi tutti e che papa Francesco, seguendo il padre gesuita Henri de Lubac − il finanziamento della traduzione della sua opera in italiano è stato sostenuto personalmente anche da Luigi Giussani −, chiama "mondanità spirituale". Al posto del semplicissimo e chiarissimo: "Caritas Christus est" (Sant'Ambrogio, ibidem), si sostituisce una gnosi giornalistica o scientifica o pastorale.

"La mondanità spirituale, che si nasconde dietro apparenze di religiosità e persino di amore alla Chiesa, consiste nel cercare, al posto della gloria del Signore, la gloria umana ed il benessere personale. È quello che il Signore rimproverava ai Farisei: «E come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall'unico Dio?» (Gv 5,44). 

Si tratta di un modo sottile di cercare «i propri interessi, non quelli di Gesù Cristo» (Fil 2,21). Assume molte forme, a seconda del tipo di persona e della condizione nella quale si insinua. Dal momento che è legata alla ricerca dell'apparenza, non sempre si accompagna con peccati pubblici, e all'esterno tutto appare corretto. Ma se invadesse la Chiesa, «sarebbe infinitamente più disastrosa di qualunque altra mondanità semplicemente morale» (Henri de Lubac)" (Evangelii Gaudium, 93).



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