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LETTURE/ Sbai: così gli islamisti sono riusciti a ingannare l'occidente

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Perché l'islam ha saputo fare leva sul malessere delle popolazioni, nutrendosi del degrado in cui esse vivevano. Sono state le cattive condizioni economiche e sociali che hanno permesso alla Fratellanza di assoldare un numero sempre più cospicuo di adepti. Essa infatti, nella prima parte del Novecento, in un momento in cui tutto il mondo islamico stava vivendo una trasformazione sostanziale della società civile e del quadro politico mondiale dovuta al tracollo dell'impero ottomano, rappresentò una valida alternativa.

Nel suo libro lei colloca la "primavera araba" in un contesto più ampio che abbraccia anche il Medio oriente. Perché?
Perché l'Arabia Saudita ha spostato il conflitto in Siria con l'intento di indebolire la parte sciita. Questo comporta un cambiamento degli equilibri geopolitici nell'intera area.

Nella sua analisi lei considera quanto accaduto in Libia uno spartiacque. Che significato ha il caso-Libia?
Nel bene e nel male, Gheddafi fu capace di controllare il sistema tribale preesistente. Era il garante di quell'equilibrio che oggi è messo in discussione. Dopo la morte del Colonnello tutto è stato messo a tacere nascondendo un'impalpabile involuzione politica e istituzionale.

Nemmeno l'Egitto trova ancora pace.
La fase di transizione, iniziata nel 2011, avrebbe dovuto portare dal vecchio regime di Mubarak all’instaurazione di uno di ispirazione democratica. Ma il processo è stato ostacolato dai Fratelli musulmani che, nel giugno 2012, hanno portato al potere Mohammed Morsi, il primo presidente eletto nella storia del paese. Immaginate 30 milioni di cittadini scesi in piazza per protestare, con coraggio e determinazione, rischiando la vita per ritrovare la propria libertà: fu un momento dolorosissimo e di grande rammarico dover constatare invece che bisognava aspettare ancora per l’avvio di un rinnovamento politico e l’attuazione di riforme urgenti contro la crisi economica. 

Quanto potrà durare la transizione?
Non lo sappiamo. Intanto, i giovani hanno dovuto battersi per altri due anni. Il governo di Morsi, infatti, ha visto il progressivo deterioramento della situazione economica e sociale del paese e l’aggravarsi del malcontento nella popolazione. I suoi metodi, considerati illegittimi da gran parte dell’opinione pubblica, ha portato al coagularsi di movimenti di protesta culminati con le grandi manifestazioni del 30 giugno 2013.  In quell’occasione il perpetuato rifiuto del presidente egiziano di condividere il potere con le forze politiche dell’opposizione ha innescato un nuovo intervento dei militari nella scena politica i quali, preoccupati dalla crescente instabilità, il 3 luglio hanno deposto Morsi con il compito di traghettare il Paese verso la democrazia. Quelle proteste hanno sancito il fallimento dei regimi islamisti e oggi sono un esempio per gli altri paesi arabi.

Nel contesto di tutti questi sommovimenti lei attribuisce al Marocco (che è la sua patria d'origine) una trasformazione del tutto peculiare. È solo patriottismo?

 



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COMMENTI
04/02/2014 - Qui che inganna c'è solo la legge! (claudia mazzola)

Nessuno ha ingannato nessuno, gli islamisti in Occidente ci sono per volere politico.