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LETTURE/ Sbai: così gli islamisti sono riusciti a ingannare l'occidente

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Assolutamente no. Abbiamo tutti combattuto, soprattutto le donne, per avere più diritti. Il Marocco è sicuramente un Paese più evoluto in cui è in atto un processo di democratizzazione importante grazie al Re, che ha voluto assecondare la popolazione. Oggi è un Paese stabile, pluralista politicamente in cui i tanti movimenti sui diritti umani trovano espressione così come gli organi di stampa. 

Lei scrive che storicamente la "lotta contro l'islamismo radicale" è stata usata come un pretesto. Cosa significa?
Di fatto alcuni regimi del mondo arabo pur di mantenere il potere hanno utilizzato la lotta contro l'islamismo radicale come pretesto per sottomettere la popolazione e consolidare la propria autorità.

Alla luce della sua analisi, cosa sta "veramente" succedendo in Siria? Qual è la posta in gioco?
La Siria è attaccata su tutti i fronti ed è impossibile ipotizzare quanto possa reggere ancora il governo di Damasco. Una parte dell'opposizione, non a caso, è capeggiata e appoggiata dagli estremisti. Da una parte, i membri di Al Qaeda vorrebbero la fine del regime per poi essere in grado di poter ricattare, con maggiore forza, la comunità internazionale e, in particolare, il mondo arabo-musulmano. Dall'altra, i sostenitori della democrazia islamica sentono l'esigenza di rafforzarsi ulteriormente su tutta l'area. Tutto in nome di interessi economici.

In occidente la democrazia sembra la migliore delle forme di governo finora adottate. Perché lei, nel libro, mette in guardia appunto dai fautori della "democrazia islamica"?
Gli islamisti non considerano i diritti di tutti, soprattutto quelli femminili, come un'urgente priorità di democratizzazione. Se confermeranno la loro strategia politica, nulla verrà fatto per contrastare le discriminazioni e promuovere la libertà d'espressione.

Qual è la sua personale opinione in materia di libertà religiosa, soprattuto con riguardo ai cristiani autoctoni in paesi come Siria ed Egitto?
I cristiani si trovano in una situazione drammatica come quella che vivono tutte le minoranze. Per i jihadisti e i salafiti la vera battaglia è contro l'Europa e contro l'Occidente perché sono kuffar "infedeli". Con la mia associazione combatto per tutelare i diritti di tutte le minoranze e mi auguro di non dovere mai più assistere nel mio paese a casi di omicidio per apostasia come è successo in passato per Rachida Radi. La libertà religiosa è un diritto fondamentale che non deve mancare in nessun Paese civile, il vero reato è la sua strumentalizzazione.

Che cosa vuol dire per lei − donna, intellettuale, politico − scrivere un libro come questo?
Significa provare ad arginare l'eversione islamica che in Occidente si sta diffondendo a macchia d'olio e trova sempre più sostenitori; significa portare all'attenzione dell'opinione pubblica temi importanti che riguardano la società civile, cercando di sensibilizzare  sul rischio della deriva fondamentalista a cui tutto il mondo è soggetto. Non si può restare indifferenti contro chi, sacrificando vittime innocenti, calpesta quotidianamente la giustizia, la verità, la religione distorcendone l'immagine e restituendone una violenta e terroristica.



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COMMENTI
04/02/2014 - Qui che inganna c'è solo la legge! (claudia mazzola)

Nessuno ha ingannato nessuno, gli islamisti in Occidente ci sono per volere politico.