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MORTO EUGENIO CORTI/ Cavalleri: è stato il Tolstoj italiano

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Eugenio Corti (1921-2014)  Eugenio Corti (1921-2014)

Dal punto di vista della critica cattolica c'è stato subito ampio riconoscimento, dal filosofo Cornelio Fabro a Civiltà Cattolica. La critica più laicista non lo ha preso in considerazione per la lunghezza del Cavallo rosso, che non è facile. E' anche il motivo per cui Garzanti non lo ha pubblicato, anzi snobbato a causa dei costi editoriali troppo elevati per un grande editore, mentre per noi fu più semplice pubblicarlo. La grande critica l'ha trascurato, ma francamente di una recensione di Repubblica, Corti e io ce ne siamo sempre infischiati. Ebbe invece un grande successo anche di critica in Francia dove è molto amato. Le Monde e Figaro hanno scritto cose bellissime sul suo lavoro.

 

La Francia non è un paese tradizionalmente ben disposto verso i cattolici, come si spiega questo suo successo Oltralpe?

E' stato possibile perché i francesi non fanno distinzioni fra cattolici e laici. L'accademia di Francia ha sempre accolto i grandi pensatori cristiani, ci sono esempi di cardinali eletti accademici di Francia. C'è una tradizione di rispetto per la cultura cattolica  nonostante le opinioni e Corti è stato riconosciuto non in quanto cattolico, ma in quanto scrittore.

 

Nelle scuole italiane lo si legge?

E' molto letto, c'è stata un'edizione Mursia ridotta del Cavallo rosso proprio per farlo conoscere agli studenti.

 

Secondo lei quanto il suo essere nato e sempre vissuto in Brianza, terra feconda di popolo e fede cattolica, lo ha segnato?

Come sempre l'universale si dimostra nel particolare e dunque la provenienza di luogo in tutti i grandi scrittori è indispensabile. La Russia di Tolstoj o il correlativo oggettivo di Eliot sono una cifra che riscontriamo nei gradi scrittori. E' dal radicamento in un luogo, se si è veramente grandi, che si può fare un discorso di carattere universale.

 

Corti oltre Il cavallo rosso ha scritto moltissimo: se lei dovesse consigliare un altro suo libro, quale sarebbe?

Tutti i lavori di Eugenio sono straordinari, ma dovendone indicare uno solo consiglierei con determinazione Catone l'antico. E' un romanzo, come ha scritto Le Monde, che diventa un affresco storico: "Profondamente cristiano e anti fascista, Corti è uno dei grandi scrittori italiani di oggi. Sono capolavori come Catone l'antico che presentano un affresco storico e morale il cui rigore è pari solo al piacere che si prova nel leggerlo. Romanzo inclassificabile ci offre le chiavi per la nostra epoca".

 

In conclusione, ci può lasciare un suo ricordo personale dello scrittore e amico?

Eugenio è morto a 93 anni, è chiaro che negli ultimi anni dal punto di vista fisico aveva difficoltà di vario tipo, ma è sempre stato lucidissimo e battagliero. Fino a pochi giorni fa, quando l'ho salutato, aveva progetti di riscrittura e lavorazione. E' morto serenamente circondato dall'affetto della donna della sua vita, la signora Vanda. Quindi ha concluso la sua parabola terrena in serenità. Ma Eugenio Corti comincia adesso, finora è stato amato e conosciuto, ma è uno dei pochi autori del 900 che resisterà a letture e riletture nei secoli a venire. 



(Paolo Vites) 



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COMMENTI
06/02/2014 - Spero... (Francesco Giuseppe Pianori)

Spero che un giorno il suo capolavoro "Il cavallo rosso" sia inserito nei testi classici scolastici alla pari de La Divina Commedia e I Promessi Sposi, dell'Iliade, Odissea ed Eneide, sempre che la bieca pseudocultura ideologica non l'abbia vinta sulla ragione e la bellezza. Eugenio Corti goda in Paradiso Colui che ha sempre desiderato e per Cui ha speso la sua vita e la sua arte.