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EUGENIO CORTI/ 2. "Il Cavallo Rosso ha formato la mia generazione"

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Eugenio Corti (Immagine d'archivio)  Eugenio Corti (Immagine d'archivio)

Ecco allora il Cavallo rosso apparire come un vero e proprio romanzo di formazione. Forse rappresenta l'unico vero esempio in Italia di questo tipo di letteratura, tipica del Romanticismo dell'800, ma che in molti paesi, come ad esempio la Gran Bretagna o l'America, è sopravvissuto a lungo sotto le specie dell'avventura, un'avventura intrisa di simboli, di valori. 

 In Italia questo genere letterario è sempre stato poco amato dalla critica, che lo giudica pedagogico e moralista. In realtà si tratta di un tipo di narrazione che può essere a volte stucchevole, ma che può dare allo stesso tempo degli esiti affascinanti. Quando Il cavallo rosso uscì, nel 1983, fece innamorare di sé una generazione di giovani lettori in cerca di verità, in cerca di cose grandi per cui vivere. Chi scrive appartiene a quella generazione. Ebbi poi la fortuna di incontrare personalmente Eugenio Corti nella sua bella casa di Besana nel 1996. Avevo appena pubblicato il mio primo libro, un saggio sui Cristeros, i martiri messicani, e Corti mi invitò da lui dopo aver letto il libro. Voleva complimentarsi, e allo stesso tempo incoraggiarmi a continuare a scrivere, a raccontare storie e vicende che meritavano di essere conosciute e lette. Quel giorno incontrai un vero maestro, un uomo dalla sobria eleganza spirituale, con occhi che facevano trasparire una commovente purezza di cuore. Mi parlava di sé, ma soprattutto di ciò che aveva visto, udito, incontrato in vita sua. 

Maestro quindi in quanto testimone. Mi parlò dell'esperienza quasi soprannaturale che aveva fatto in Russia di uomini di fronte alla morte, a quel grande Mistero. Mi parlò della storia, e a me che avevo scritto degli orrori delle ideologie del '900, disse di scavare ancora più a fondo per trovare le radici della grande Ribellione moderna contro Dio. "Nell'Illuminismo?" chiesi. "No, ancora prima" mi rispose. "Nel Rinascimento, nell'Umanesimo neo-pagano". Fui sorpreso, ma allo stesso tempo capii che mi stava indicando una traccia da percorrere. 

Per tutti quelli che lo hanno incontrato, Corti è stato questo maestro autentico che invitava ad aprire gli occhi e la mente, a non conformarsi al mondo, come dice la Scrittura, ad essere un cercatore di Verità, e a non avere paura di vivere secondo questa Verità, a costo di pagarne le conseguenze. 



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