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L'INDAGINE/ Vittadini: così il non profit può salvare i servizi sociali

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Giorgio Vittadini (Infophoto)  Giorgio Vittadini (Infophoto)

 questo un fattore che spiega la significativa presenza delle organizzazioni private non profit nel settore. Infatti, data la centralità e la soggettività del rapporto tra erogatore del servizio e utente, in queste realtà rivestono grande importanza, insieme alle competenze professionali degli operatori, la "mission" dell'organizzazione che offre il servizio e le capacità di coinvolgimento e immedesimazione con l'utente, il quale si sente a sua volta corresponsabile della risposta al proprio bisogno.

L'indagine qualitativa sulle realtà non profit contenuta nel Rapporto porta significative evidenze del ruolo svolto dalla visione dei fondatori e dalle competenze sviluppate nel corso del tempo da gestori e personale. Dallo studio emerge che i fattori che ne decretano il successo sono: centralità della persona intesa come sensibilità nel leggere i bisogni degli utenti; costante tendenza al miglioramento della qualità e alla crescita professionale; coinvolgimento responsabile nella vita dell'opera di tutti coloro che a vario titolo ne sono implicati; disponibilità a valutare e a farsi valutare; partecipazione attiva in una rete di relazioni con soggetti pubblici e privati nella realtà del territorio. 

Quanto emerge mette in luce l'importanza della sussidiarietà, il principio che valorizza le iniziative di bene comune che nascono "dal basso", in prossimità al livello in cui si genera il bisogno, come sono tradizionalmente nel nostro Paese le realtà non profit. Il presente studio conferma il vantaggio che tale prossimità dei soggetti non profit offre, rendendoli più capaci di interagire con l'utente e con la rete di soggetti istituzionali e non, per individuare soluzioni ad hoc, flessibili e variegate, oltre che capaci di realizzare uno "scouting" dei bisogni, una loro individuazione e rilevazione in tempi molto prossimi al loro sorgere. L'indagine qualitativa conferma anche che l'approccio sussidiario porta con sé una naturale propensione al coinvolgimento di soggetti esterni, al nesso col territorio, alla costruzione di reti di operatori, utenti e stakeholder.

In una parola, la sussidiarietà si presenta come un reale e potente alleato dello Stato nell'assolvimento di una parte cospicua, e centrale, delle sue funzioni. Questo impone un ripensamento del concetto di servizio pubblico alla persona, più rilevante della distinzione tra gestione privata e gestione statale, che valorizzerebbe la convivenza tra realtà di diverso tipo, attivando processi maggiormente concorrenziali e un innalzamento della qualità del servizio. Inoltre, l'esperienza dei servizi sociali del privato non profit mostra come sia priva di fondamento l'opposizione tra attenzione ai bisogni della persona e apertura al "mercato", inteso come spazio nel quale misurarsi con le domande emergenti di servizio e con la capacità di scelta degli utenti e delle istituzioni che li rappresentano, senza ricercare protezioni.



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