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ENZO JANNACCI/ Unico indizio, le scarpe da tennis

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Enzo Jannacci (Infophoto)  Enzo Jannacci (Infophoto)

Il 12 marzo del 1964 usciva in vinile il brano “El portava i scarp del tennis”. Il 26 dicembre 1972 sono nato io, il che c’entrerebbe poco con il discorso, se non fosse per il fatto che mia madre mi ha sempre raccontato che quel giorno “el dutùr” fosse in ospedale, quindi è una delle prime figure che ho visto, direi la prima dopo l’ostetrica e i genitori. E l’imprinting conta. Dal 2000 ho avuto la fortuna di conoscere e frequentare quello che per me è sempre stato “il Maestro”, e ho iniziato ad apprezzare, oltre all’artista, anche l’uomo. Una persona buona, coerente, generosa. Che più che parlarmi delle sue molteplici attività (cantante, attore, autore, scrittore, sceneggiatore, chirurgo, karateka, e dimentico sicuramente qualcosa), preferiva discutere di valori, di gesti concreti di solidarietà, della necessità di aiutare chi sta peggio di noi.

Nel 2009, dopo aver realizzato “G&G”, libro a fumetti dedicato a Giorgio Gaber, è stato naturale pensare a un lavoro similare dedicato al “Maestro”. Gliene avevo parlato, mi aveva promesso che mi avrebbe scritto la prefazione, oggi purtroppo quella pagina rimarrà bianca. Ma ci è voluto del tempo, perché questo libro l’ho scritto e riscritto mille volte, perché è un omaggio che cerca di lavorare sui diversi livelli, c’è una storia noir, che può piacere al lettore, c’è Milano della fine degli anni Cinquanta, per cui ci è voluto un lungo a attento lavoro di ricostruzione storica, c’è Jannacci come guest star ma soprattutto c’è “la sua gente”, gli ultimi, i diseredati. È il mio libro che ha avuto bisogno di più tempo per la realizzazione, è ampio, articolato, stratificato eppure spero godibile e a suo modo leggero. 

E cinquant’anni dopo la pubblicazione del brano, sabato 14 pomeriggio, alle 16.30, presso la manifestazione “Cartoomics” (Rho - Milanofiera), all’interno dello spazio “Agorà 2”, presenteremo in anteprima il libro “Unico indizio le scarpe da tennis”, che dopo tanta lavorazione ha finalmente preso forma e sarà in libreria solo tra un paio di settimane. Ci saremo io, i disegnatori Marco "will" Villa e Riccardo Nunziati, ma anche Andrea Pedrinelli, giornalista musicale, autore del libro "Roba minima (mica tanto) - Tutte le canzoni di Enzo Jannacci", Bove&Limardi e Osvaldo Ardenghi, cabarettisti e allievi di Enzo Jannacci che hanno prestato il volto per i personaggi delle storia a fumetti e del… fotoromanzo!

L’indagine del maresciallo Vincenzo Mantuano (che ha il volto di Enzo Limardi) si avvale infatti della collaborazione della giornalista di Grand Hôtel Lina Di Dante. Alle tavole a fumetti si alternano quindi pagine di fotoromanzo, come quelli pubblicati dal celebre rotocalco, ricostruiti secondo gli standard dell’epoca grazie alla sapiente regia di Dario Barezzi, scene e costumi di Chiara Maria Massa, make up di Silvia Baini, D.o.P e fotografia di Sergio Cavandoli e un backstage di Simona Lanzi che sarà visibile nella mostra parallela alla presentazione.



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