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DIARI DI WOJTYLA/ L'editore polacco: nessuna "violazione" del segreto, ecco perché

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Giovanni Paolo II (Infophoto)  Giovanni Paolo II (Infophoto)

Nei diari vediamo soprattutto l'uomo di preghiera e, non esito a dirlo, il mistico. Le tracce delle esperienze mistiche sono annotate in modo estremamente scarno e prudente, però sono chiare.

C'è qualche parte che l'ha particolarmente colpita?
Per me le parti più importanti sono quelle relative ai primi anni, quando Karol Wojtyła partecipa a ritiri spirituali privatamente e annota le proprie meditazioni. Ci sono poi dei temi ricorrenti che sono i misteri della fede attorno ai quali gira spesso il pensiero di Karol Wojtyła: la Redenzione in quanto rivalorizzazione del mondo, a cui l'uomo deve, o dovrebbe, portare il proprio contributo, il contenuto delle virtù teologali, soprattutto della fede che è "un atto della ragione che accoglie come propria la verità di Dio", la triplice missione (tria numera), profetica, sacerdotale e regale a cui partecipano tutti i battezati, il mistero del peccato e la triplice concupiscenza di cui parla san Giovanni, o la natura della Chiesa che dovrebbe essere una "città aperta", e altri.

E più avanti negli anni?
Negli ultimi anni le annotazioni sono più brevi e aumentano gli appunti delle conferenze, quindi ci sono meno pensieri del Papa. Ma anche ciò che il Papa annota ascoltando la predicazione degli esercizi spirituali è molto significativo per conoscere il suo modo di riflettere e di vivere la fede.

Secondo lei gli appunti sono fruibili da chi non conosce Karol Wojtyła?
I diari non sono sempre facili, ma sono molto utili. Possono essere letti a tre livelli: al livello della riflessione teologica, al livello della conoscenza della spiritualità e della religiosità di Karol Wojtyła, Giovanni Paolo II, e al livello della preghiera. Questo libro permette di meditare insieme a Giovanni Paolo II e di pregare con lui.

La casa editrice e il mensile Znak sono stati per molti anni molto vicini al cardinal Wojtyła, ci può raccontare com'erano i rapporti di collaborazione?
Karol Wojtyła ha pubblicato i suoi articoli sul mensile Znak fin dagli anni 50. Aveva un rapporto molto stretto con Hanna Malewska, che allora era capo redattore del mensile. Hanna, autrice di alcuni fantastici racconti storici e di numerose biografie, era una donna molto intelligente e Karol Wojtyła la stimava molto. Solo dopo l'elezione al soglio di Pietro siamo venuti a sapere che gli interessanti poemi filosofico-religiosi pubblicati sul mensile con il nome di Andrzej Jawień e Stanisław Andrzej Gruda erano usciti dalla penna di Karol Wojtyła: solo la signora Malewska era a conoscenza  di quel segreto. Nel 1962 la casa editrice Znak pubblicò il primo libro di Wojtyła, Amore e responsabilità.

Ma non si limitava a pubblicare, è così?

 



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COMMENTI
18/03/2014 - Non vedo l'ora... (Francesco Giuseppe Pianori)

Non vedo l'ora di leggere questo libro. Grazie.