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LA GRANDE BELLEZZA/ Il grido di Jep non può cadere nel vuoto

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Toni Servillo ne "La grande bellezza" di P. Sorrentino (Immagine d'archivio)  Toni Servillo ne "La grande bellezza" di P. Sorrentino (Immagine d'archivio)

La bellezza gli viene ancora incontro, come un miracolo, con totale gratuità. Ma ancora una volta trionfa la morte: il personaggio femminile interpretato dalla Ferilli, col quale forse potrebbe cominciare una storia vera, porta in sé il disfacimento, i segni della fine e infatti finisce nel grande buio.

Allora si fa più forte il bisogno di senso e il bisogno di credere in qualcosa. Allora cominciano le domande a qualcuno che potrebbe sapere. Ma il monsignore è troppo vacuo e troppo mondano. Ma la santa è una caricatura, è un’iperbole e, tra l’altro, con quei suoi gesti eccessivi, è così poco affascinante per un esteta come Jep. In questa estremizzazione (somma vacuità da una parte, estremo ascetismo dall’altra) Sorrentino è davvero tendenzioso, ma del resto qui vediamo l’ottica distorta di molto laicismo che non riesce ad accostarsi dalla semplice realtà di un credente (sarebbe bastato far fare al protagonista una passeggiata dalle parti di San Pietro in una domenica qualsiasi, per permettergli d’incontrare un’umanità semplice ed affascinante, bella).

Chiuse le porte, tutte le porte, cosa resta allora? Quella dolente, disperata chiosa finale: tutto è un trucco. Cioè: tutto è illusione. Lo sforzo atroce della suora su per la scala santa, i festini sulle terrazze romane, il seno prorompente della prima donna che Jep ha amato davvero...Tutto è un trucco, un fantasma. Il sorriso diventa amaro, si spegne.

Il film di Sorrentino mette a tema il decadentismo dell’uomo contemporaneo, la spietata verità di una vita stupida. Il contemplativo la vede, come il malato, l’inetto di Svevo. Gli altri no: sono troppo impegnati a divertirsi, a distrarsi, a fotografarsi, a modificarsi di continuo. Questo film è un cazzotto nello stomaco. Gli uomini impagliati, gli uomini vuoti che vivono oggi presto lo dimenticheranno, dopo averlo degnato della loro attenzione perchè “tutti ne parlano”. Lo troveranno di sicuro noioso o addirittura astruso. E si ributteranno subito nel loro “trenino” quotidiano.



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