BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTURE/ Rodotà ha ragione, perché Internet non ci "dimentica"?

Pubblicazione:

Stefano Rodotà (Infophoto)  Stefano Rodotà (Infophoto)

"Che cosa diviene la vita - si chiede Rodotà in Il mondo nella rete edito da Laterza -  nel tempo in cui Google ricorda sempre? L'implacabile memoria collettiva di Internet, dove l'accumularsi d'ogni nostra traccia ci rende prigionieri d'un passato destinato a non passare mai, sfida la costruzione della personalità libera dal peso d'ogni ricordo, impone un continuo scrutinio sociale da parte di una infinita schiera di persone che possono facilmente conoscere le informazioni sugli altri. Nasce da qui il bisogno di difese adeguate, che prende la forma della richiesta di diritti nuovi, il diritto all'oblio, il diritto di non sapere, di non essere 'tracciato', di 'rendere silenzioso' il chip grazie al quale si raccolgono i dati personali". Ecco emergere, con forza, il tema della memoria. Del diritto a poter ricominciare, senza avere un fardello da portare sempre con sé.

"Liberarsi dall'oppressione dei ricordi, da un passato che continua a ipotecare pesantemente il presente - argomenta Rodotà - diviene un traguardo di libertà. Il diritto all'oblio si presenta come diritto a governare la propria memoria, per restituire a ciascuno la possibilità di reinventarsi, di costruire personalità e identità affrancandosi dalla tirannia di gabbie nelle quali una memoria onnipresente e totale vuole rinchiudere tutti. Il passato non può essere trasformato in una condanna che esclude ogni riscatto".

Da Internet, come sempre, emerge l'uomo. Con le sue passioni, le sue virtù, le sue debolezze, il suo diritto a sbagliare e a riprovarci. A ricominciare da capo. Ma non finisce qui. Perché se l'individuo ha diritto all'oblio, allora che ne è della Storia? "Il punto chiave - chiarisce Stefano Rodotà - sta nel rapporto tra memoria individuale e memoria sociale. Può il diritto della persona di chiedere la cancellazione di alcuni dati trasformarsi in un diritto all'autorappresentazione, alla riscrittura stessa della storia, con l'eliminazione di tutto quel che contrasta con l'immagine che la persona vuol dare si sé? Così il diritto all'oblio può pericolosamente inclinare verso la falsificazione della realtà e divenire strumento per limitare il diritto all'informazione, la libera ricerca storica, la necessaria trasparenza che deve accompagnare in primo luogo l'attività politica. Il diritto all'oblio contro verità e democrazia?... Internet deve imparare a dimenticare, si è detto, anche per sfuggire al destino del Funes di Borges, condannato a ricordare tutto. La via di una memoria sociale selettiva, legata al rispetto dei fondamentali diritti della persona, può indirizzarci verso l'equilibrio necessario nel tempo della grande trasformazione tecnologica".

Una bella sfida, senza dubbio. Ma dobbiamo affrontarla. Per l'Uomo. Per la Storia.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.