BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTURE/ "Dei delitti e delle pene", Beccaria al bivio tra tirannia e libertà

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

Siamo in quell'alba della fine a cui invece assistiamo oggi, leggendo sui giornali accuse come quelle della Commissione Onu per i diritti dei minori nei confronti del Vaticano del 5 febbraio scorso. Ivi si intima il "derubricamento" degli abusi sessuali contro i bambini da "delitto contro la morale" per iscriverli alla più – secondo taluni − adeguata categoria di "crimini".

Nell'alba di questa "liberazione" del crimine tout-court dall'imbragatura contraddittoria (?) che lo definisce "delitto contro la morale", vediamo quanto Starobinsky dice di Montesquieu: "Ha voluto far capire che i vizi politici (i delitti che riguardano le relazioni umane in senso lato) non sono per forza vizi morali e che non tutti i vizi morali sono politici". Infatti "oggi − è Montesquieu a parlare − noi tutti riceviamo tre educazioni differenti: quella dei nostri padri (cioè quella tradizionale-religiosa) quella degli insegnanti (erudizione) e quella del mondo. Ciò che ci viene detto in quest'ultima è esattamente quella che surclassa e s'impone su entrambe le altre due. È da qui che deriva il contrasto che viviamo tra gli impegni derivanti dalla religione e quelli del mondo: cosa che gli antichi non conoscevano assolutamente" (corsivo mio).

Il problema si apre a ventaglio su un'infinità di questioni oggi scottanti per noi, "figli" della ragione illuminata.

La sfida, rivendicando che il Logos non è una razionalità sub-scientifica, come ripeteva Benedetto XVI e recentemente ha fatto il cardinale Gerhard Ludwig Muller all'inaugurazione dell'anno accademico della Facoltà Teologica settentrionale, è quella di ritrovare l'originario legame tra interesse personale e solidarietà, tra sacro e civilizzazione laica. 

Il giuridico, per i Lumi e i suoi figliolini, si parerà di sacro, considerato ormai nulla più che una funzione giuridica. Del divino vorrà appropriarsi l'autorità, ma dell'umano esprimerà ben salda l'esclusiva preoccupazione dell'utile. Di più: "Il faut qu'en obéissant à la Loi, l'on n'obéisse rèellement à personne". Nella città libera nessuno comanda, ma tutti obbediscono.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.