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UCRAINA/ Zubov (storico russo): tutti i calcoli sbagliati di Putin & co.

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Il cartello di un manifestante ucraino (Infophoto)  Il cartello di un manifestante ucraino (Infophoto)

Se poi qualche testa calda tra i tatari impugnasse le armi, i radicali islamici di tutto il mondo si unirebbero a loro con gioia, soprattutto quelli del Caucaso settentrionale e della Regione del Volga. Non finiremmo per portare la tempesta dalle spiagge distrutte della Crimea dentro casa nostra? Non ci bastano gli attentati terroristici che già abbiamo?

E infine, una volta ottenuta la Crimea straziata dai dissidi interni, noi perderemmo per sempre il popolo dell'Ucraina: gli ucraini non perdoneranno mai ai russi questo tradimento. Pensate forse che non succederà, che il tempo medichi le ferite? Non sperateci, cari sciovinisti russi. Alla fine del XIX secolo serbi e croati si consideravano un solo popolo diviso soltanto da un confine, dalla confessione religiosa e dall'alfabeto. Volevano l'unità: quanti bei libri sono stati scritti allora, bei libri intelligenti. Ed oggi non ci sono, forse, due popoli che si odiano come i serbi e i croati. Quanto sangue è stato versato tra di loro, e tutto per qualche fazzoletto di terra, per qualche cittadina e valle dove avrebbero potuto vivere insieme, agiatamente e contenti. Avrebbero potuto, ma non sono stati capaci. L'avidità di arraffare la terra del fratello ha trasformato i fratelli in nemici. E nella vita di tutti i giorni non è forse lo stesso? Vale la pena perdere per sempre un popolo fratello in nome di bramosie irreali? Per non dire che diventerebbe inevitabile lo scisma della Chiesa russa. La sua metà ucraina si staccherebbe per sempre da quella moscovita.

Ma il successo del Cremlino si trasformerebbe in una disfatta ancora peggiore in caso di annessione della Crimea. Se la cosa andasse facilmente in porto, un domani farebbero appello alla Russia anche le regioni russofone del Kazachstan, e poi, a ben vedere, ci sono anche l'Ossezia del sud, l'Abchazia, e la Kirgizija settentrionale. Per Hitler dopo l'Austria ci sono stati i Sudeti, dopo i Sudeti il territorio di Memel, dopo Memel la Polonia, dopo la Polonia la Francia, dopo la Francia la Russia. Tutto era cominciato da così poco…

Amici, dobbiamo tornare in noi stessi e fermarci. I nostri politici stanno trascinando il nostro popolo in una spaventosa avventura. L'esperienza storica ci dice che niente si risolve in questo modo. Non dobbiamo comportarci come fecero a suo tempo i tedeschi seguendo le promesse di Gobbels e Hitler. in nome della pace nel nostro paese, in nome della sua autentica rinascita, in nome della pace e dell'amicizia reale nei territori della Russia storica, oggi suddivisi in molti Stati, diciamo "no" a questa aggressione pazzesca e, soprattutto, completamente inutile.

Abbiamo perduto tante vite umane nel XX secolo, che il nostro unico vero principio ispiratore dev'essere la conservazione del popolo, come aveva proclamato il grande Solženicyn. Conservare il popolo e non riprendersi le terre. Le terre si riprendono solo a prezzo di sangue e lacrime.

Ne abbiamo abbastanza di sangue e lacrime!

da: Vedomosti.ru
1 marzo 2014



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