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UCRAINA/ Zubov (storico russo): tutti i calcoli sbagliati di Putin & co.

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Il cartello di un manifestante ucraino (Infophoto)  Il cartello di un manifestante ucraino (Infophoto)

Amici, la storia si ripete. In Crimea vivono effettivamente dei russi. Ma chi mai li ha oppressi, erano forse cittadini di serie B, senza diritto alla propria lingua, alla propria fede ortodossa? Da chi debbono difenderli i soldati dell'esercito russo? Chi li ha attaccati? Inviare le forze armate di un paese straniero sul territorio di uno Stato sovrano senza il suo consenso è un atto di aggressione. Occupare il parlamento per mezzo di personaggi in uniforme senza segni di riconoscimento è un arbitrio. Che il parlamento della Crimea voti una qualsiasi risoluzione in queste condizioni è una farsa. Prima hanno occupato il parlamento, hanno deposto il primo ministro sostituendolo con un altro filorusso, e poi il nuovo premier ha chiesto aiuto alla Russia quando gli aiuti erano già lì e da ventiquattrore controllavano la penisola. Tutto questo assomiglia come due gocce d'acqua all'Anschluss del 1938. Anche il referendum-plebiscito tenuto un mese dopo sotto gli auspici di amichevoli baionette. Allora fu il 10 aprile, ora sarà il 30 marzo.

Ha considerato, il nostro governo, tutti i rischi di questa incredibile avventura? Sono certo di no. Come non lo fece Adolf Hitler a suo tempo. Se lo avesse fatto, non si sarebbe aggirato nel suo bunker, nell'aprile del 1945, sotto le bombe sovietiche, e non avrebbe ingoiato la fiala di veleno.

E se l'Occidente non si comporterà come fecero Chamberlain e Daladier nel 1938, ma porrà l'embargo totale alla vendita dei beni energetici e congelerà le proprietà russe nelle sue banche? L'economia russa, che già sta agonizzando, crollerebbe in tre mesi. E comincerebbero dei disordini qui da noi, che al confronto quelli del Majdan sembreranno il paradiso terrestre.

Se poi i tatari della Crimea, che sono categoricamente contro l'annessione alla Russia, e ricordano bene cos'ha fatto loro il regime nel 1944 [deportazione in massa, ndt] e come non li ha lasciati ritornare fino al 1988, se, dico, i tatari della Crimea chiameranno a difesa dei loro diritti la Turchia che ha la stessa fede e lo stesso sangue? Perché la Turchia non è chissà dove ma sull'altra sponda del Mar Nero. E la Crimea è stata turca ben più a lungo che russa, per almeno quattro secoli direi. E i turchi non sono i signori Chamberlain e Daladier: nel 1974, per difendere i loro consanguinei, hanno occupato il 40% di Cipro e, ignorando tutte le proteste, la tengono ancora col nome di Repubblica turca di Cipro del nord, che nessuno riconosce tranne loro. Forse a qualcuno piacerebbe avere una Repubblica turca della Crimea del sud?



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