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CHIESA E DIVORZIATI/ La lettera: perché impedire alla Grazia di bussare di nuovo?

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Anche riprendendo l'invito di Ratzinger e Kasper, al di là di controversi riferimenti a interpretazioni storiche, o a repliche di soluzioni della Chiesa dei primordi nella nostra situazione che è completamente diversa, quel che possiamo sensatamente fare è riprendere i concetti di base della nostra fede, anche alla luce della sua esperienza storica, realizzandoli "al presente, nella maniera che è giusta ed equa alla luce del Vangelo" (Kasper). 

Ora questa luce è certamente in Matteo 19, 3-12. Luce dura per un cuore indurito che guarda solo ai rischi degli obblighi del precetto evangelico, il divieto di ripudio che contraddice la legge mosaica  ("Se questa è la condizione dell'uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi"). Ma ben più dolce, se si guarda alle potenzialità esistenziali del suo invito a cercare nella fede la perfezione della grazia alla disposizione già divina della natura creaturale dell'essere fatti l'uno per l'altro dell'uomo e della donna ai fini della propria pienezza esistenziale, in cui è centrale la genitorialità. E grazia è qui il consapevole impegno del cuore, che viene dalla fede, per le proprie decisioni che impegnano sé e un altro, il coniuge, e gli altri che ne vengono, i figli. 

Nel suo nocciolo perenne, l'invito evangelico mi sembra qui non sciogliere "ciò che era in principio" – l'amore reciproco generativo che dà avvio alla famiglia, nelle ovvie diverse modalità storiche con cui questo avviene – a cuor leggero, con il cuore di chi "si è fatto eunuco per il regno dei cieli". Questo impegno interiore, e interiore alla coppia cristiana (e per estensione di ogni coppia, "creati maschio e femmina" perché "siano una sola carne"), non ha bisogno di angeli fiammeggianti con la spada in pugno del giudizio, a giudicarne il fallimento − a questo bastano già spesso le dure repliche della vita; ma ha bisogno di una comunità, di una chiesa domestica per i cristiani, che lo aiuti e lo sorregga. Gli angeli fiammeggianti sono più utili all'esterno della coppia, e non solo a quella cristiana, a tutelarla da motivi di divisione dall'esterno di chi si è fatto "una sola carne", o che dall'esterno vi penetrino e vi generino disunione. 

Leggerei così, oggi, "quello dunque che Dio ha congiunto, l'uomo non lo separi": quello che Dio ha congiunto nel cuore di due che in scienza e coscienza si sono fatti una sola carne. Ma quando questa grazia venga meno dall'interno della coppia, quando l'amore dei coniugi, tra i coniugi viene meno, in una crisi morale della coppia spesso portata sulle spalle da uno solo dei coniugi, lasciato dall'amore dell'altro, che senso ha chiudere la porta a che la grazia possa bussare di nuovo a una vita di coppia, anche se è un'altra coppia?



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COMMENTI
10/03/2014 - La barca (luisella martin)

Molto bello il commento di Antonio che induce a riflettere ... Continuando ad usare lo stesso esempio, penso alla barca del Matrimonio sulla quale i marinai sono due; se ci si accorge che, mentre uno segue una rotta, l'altro ne segue un'altra, cosa fare? Lasciare che la barca giri a vuoto? Le stelle sono in cielo, ferme a guardare ... E i due marinai? Si prendono a schiaffi, continuando a navigare insieme, come succede molto spesso? Se invece decidono con coraggio di separarsi e di salire su un'altra barca, forse l'emisfero celeste cambierà? Le costellazioni cambieranno il disegno? Le stelle brilleranno di meno? Per me la Grazia è come le stelle, non si può impedirle di brillare! Mi addolora invece constatare quanto siano duri altri commenti ...

 
09/03/2014 - divorziati risposati (Carla D'Agostino Ungaretti)

Non son d'accordo né con il Card. Kaspe, né con Eugenio Mazzarella. Le parole di Cristo, riportate da Matteo e da Marco sono chiarissime e inequivocabili. La Grazia opererà di nuovo facendo sì che i divorziati incolpevoli o comunque desiderosi di riaccostarsi all'Eucaristia accettino la loro solitudine come condivisione della Croce di Cristo.

 
07/03/2014 - CHIESA E DIVORZIATI (Antonio Durante)

Ma il marinaio che nella notte si accorge, osservando le stelle, di percorrere la rotta sbagliata cosa fa? Inverte la rotta o maledice le stelle per non essere nella posizione corretta nel cielo?

 
07/03/2014 - Amati sempre ma... (GIANLUIGI PARENTI)

La legge della gradualità non corrisponde con la gradualità della legge. La tensione all'ideale non è l'ideale anche se moralmente vi tende. Pertanto non si può ricollocare l'ideale a seconda delle circostanze. Il Sacramento del Matrimonio, se non viziato all'origine, permane tale, immutato ed immutabile. Non è la Misericordia che va graduata a nostro piacimento, ma è la nostra tensione all'ideale che va educata e perseverata e amata. I Sacramenti sono lì che ci attendono a braccia aperte, ma noi cosa desideriamo: la conversione del cuore o il nostro progetto?

 
07/03/2014 - chiesa e divorziati (mario rossi)

Tutta la comprensione umana possibile per un dolore,ma i sacramenti non si possono contrabbandare, neppure il Papa li può annullare. Si porti la CROCE con dignità e nella preghiera costante.La grazia bussa in ogni modo sempre, perchè il Signore vede il cuore. Certi cardinali sarebbe meglio si ritirassero in silenziosa umiltà, a pregare, in un cenobio.

 
07/03/2014 - ..."perchè impedire alla Grazia di bussare....." (corrado maria lamacchia)

Carissimo... per legge evangelica ...non posso giudicare...ma cristianamente...non voglio giudicare.!!!!! Mi chiedo...come fa il confessore....PER QUANTE VOLTE IMPEDIRE.!!!!! Secondo le statistiche...certo sempre statistiche .....chi si divide lo fa per più volte...quindi mettiamo in pratica il famoso.....70*7...settanta volte sette?????? La mia comprensione per i fratelli sofferenti per questo problema.