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DIVINA COMMEDIA/ Mandel'stam e Dante: la poesia "risponde" al nulla

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Osip Mandel'stam (1891-1938) prigioniero del Gulag (Immagine d'archivio)  Osip Mandel'stam (1891-1938) prigioniero del Gulag (Immagine d'archivio)

Il risultato di un tale incontro è quasi sempre la scintilla che dà il via ad una nuova creazione, appartenente a un vero e proprio genere letterario a sé stante, al quale raramente partecipa il critico di professione (come giustamente ha osservato Maria Corti ne La poesia di Dante). Paragonando le terzine dantesche ad un ritmo di valzer, o la poesia della Commedia ad un tappeto arabeggiante ricco di orditi e di tinte, o il poema stesso ad un monumento di granito attraversato da numerosi fasci di energia, Mandel'štam crea in qualche modo della nuova poesia. Chi avrebbe mai detto che Dante sarebbe potuto rivivere con una tale freschezza e novità, a tanti secoli e tanti chilometri di distanza, diventando perfino lo "strumento" per la nascita di una nuova opera d'arte?

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COMMENTI
09/03/2014 - Pasternak e stalin (Mauro Bresciani)

Pur apprezzando molto l'articolo mi sento in dovere di precisare per amore della verità storica, che fu Stalin a telefonare a Pasternak, ed il poeta cercò con lui un dialogo senza trovare molte parole per difendere il collega in disgrazia. Cordialmente Mauro Bresciani