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LETTURE/ Enrico VIII, il gender e la strategia del cucchiaino

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Quanti di noi si farebbero eroicamente arrestare pur di non rimangiarsi parole che ritengono sacrosante? Molti, senza dubbio. Ma quanti di noi sarebbero disposti a farsi dissanguare lentamente, e senza che il loro eroismo faccia notizia, a furia di multe levapelle? Quanti di noi sarebbero disposti a perdere lavoro, casa, beni perché pensano "sbagliato" rispetto a un sistema totalitario?

Torniamo ai nostri anglicani: la terza strategia, la più importante, fu quella di affermarsi a piccoli passi e sempre ridicolizzando l'opposizione, come se un passo talmente piccolo non meritasse una resistenza decisa. La dico con un grande storico, Christopher Haigh: "Il pasto fu più digeribile perché somministrato a piccoli bocconi e gli inglesi ingoiarono la loro Riforma come un bimbo recalcitrante ingoia la minestra, poco a poco, a cucchiaiate somministrate al momento giusto: una per il cardinal Wolsey [un prelato mondanizzato], una per la regina Caterina [d'Aragona], una per il Papa, una per i monaci, una per i pellegrinaggi… Fino a che il piatto fu svuotato e la Riforma conclusa". La strategia del cucchiaio, o meglio, ai tempi nostri, del cucchiaino: la più importante, quella che ha fatto scuola.

Non ti piace la minestra? Ascolta, ti racconto una storia. Intanto ingoiane un altro: ecco, bravo, così. Allora, ti racconto la storia di due genitori che avrebbero tanto voluto un bambino ma non ne avevano… Un altro, bravo! Uno per la legge 194, uno per la legge 40, uno per l'utero in affitto, uno per l'omofobia… Non ti piace? Ti racconto la storia di due persone che si volevano tanto bene, tanto tanto bene… Uno per i matrimoni omosex, uno per le adozioni, uno per… C'era una volta un bambino malato che era tanto, tanto infelice… Uno per l'eutanasia infantile, uno per quella adulta, uno per gli anziani soli che soffrono tanto; uno per… Bravo, l'hai mangiata tutta.

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COMMENTI
05/04/2014 - è così semplice seguire il papa? (Flavio Dal Corso)

Certo c'è tempo e luogo per dire le cose, ma la mia impressione (che a riguardo di molti media è una certezza, e l'impressione è che molti cattolici ci si adeguino) è che, dopo aver letto la prima riga del brano citato da Marco Mercinelli, ci si dimentichi dell'ultima riga (è da questa proposta che vengono le conseguenze morali) Quindi le conseguenze morali ci sono. D'altra parte nella stessa intervista si dice anche "il parere della Chiesa lo si conosce, ed io sono figlio della Chiesa". E perché, poi, se davvero vogliamo attenerci a quello che dice il papa, dimenticare altri sui discorsi, per esempio quello agli operatori sanitari del 24 marzo scorso, o la forte omelia a Santa Marta del 18 novembre? Non banalizziamo l'insegnamento di papa Francesco!

 
02/04/2014 - Sarebbe così semplice seguire il Papa... (Marco Mercinelli)

«Non possiamo insistere solo sulle questioni legate ad aborto, matrimonio omosessuale e uso dei metodi contraccettivi. Questo non è possibile. Io non ho parlato molto di queste cose, e questo mi è stato rimproverato. Ma quando se ne parla, bisogna parlarne in un contesto. Il parere della Chiesa, del resto, lo si conosce, e io sono figlio della Chiesa, ma non è necessario parlarne in continuazione. (...) Gli insegnamenti, tanto dogmatici quanto morali, non sono tutti equivalenti. Una pastorale missionaria non è ossessionata dalla trasmissione disarticolata di una moltitudine di dottrine da imporre con insistenza. L’annuncio di tipo missionario si concentra sull’essenziale, sul necessario, che è anche ciò che appassiona e attira di più, ciò che fa ardere il cuore, come ai discepoli di Emmaus. Dobbiamo quindi trovare un nuovo equilibrio, altrimenti anche l’edificio morale della Chiesa rischia di cadere come un castello di carte, di perdere la freschezza e il profumo del Vangelo. La proposta evangelica deve essere più semplice, profonda, irradiante. È da questa proposta che poi vengono le conseguenze morali» («Intervista a papa Francesco», a cura di A. Spadaro, La Civiltà Cattolica, III/2013, pp. 463-464)

 
02/04/2014 - il martirio del portafoglio (Flavio Dal Corso)

è un ottimo articolo, soprattutto per il riferimento ai tempi che ci stiamo apprestando a vivere. Bisognerebbe anche ricordare che nel nord Africa il cristianesimo è stato eradicato in maniera pressoché totale dall'islam senza ricorrere a persecuzioni, ma semplicemente imponendo tasse supplementari ai cristiani. Quanto alla strategia del cucchiaino, credo che il commento precedente testimoni quanto sia efficace. Espungiamo dalla religione i temi etici e ci resterà solo il "vogliamoci bene" che, come è detto nella conclusione dell'articolo, è il grimaldello per far entrare di tutto. Vogliamoci bene era anche la parola d'ordine di Felsenburgh (cfr Il padrone del Mondo). Alle rendite, di potere o economiche, ci si può, e anzi ci si deve, rinunciare, ai temi etici no. Forse che nel vangelo di Gesù non ci sono temi etici? Caritas in veritate! non c'è amore senza verità.

 
01/04/2014 - L'insiste sui temi etici non ha mai pagato (Marco Mercinelli)

C'è un'altra lettura di quel periodo. Il popolo si è opposto fino al martirio per difendere i fondamenti religiosi (es. il culto di Maria). Gran parte della chiesa di allora ha invece reagito mettendo al centro solo i temi etici e la difesa di rendite di potere, e su questi punti il popolo non ha ovviamente seguito. Allora come oggi, mettere al centro i temi etici invece che la religiosità e voler difendere rendite di potere politico o economico non può che portare alla sconfitta ed alla marginalizzazione della fede. Se si seguissero davvero i richiami di Papa Francesco, di Giussani e di Carrón forse oggi potremmo sfuggire a questa sorte.