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1914-2014/ Kipling, l'agente "segreto" che soffiava sul fuoco della guerra

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Sotto questo profilo, il nuovo partito operaio britannico sembra molto più simile ai partiti socialisti di Germania e Francia, che però erano marxisti e aderivano alla Seconda Internazionale. Il 24 agosto 1914 venne dichiarata una tregua industriale, sulla base di una mozione votata sia dal partito sia dai principali sindacati. In tale testo, si auspicava "che fosse fatto uno sforzo immediato per por fine a tutte le controversie di lavoro esistenti e che, qualunque nuova difficoltà potesse sorgere durante la guerra, si facesse un serio tentativo da parte di tutti gli interessati per raggiungere un accordo amichevole prima di arrivare a uno sciopero o una serrata". 

Era scoppiata la pace sociale, imposta dall'imperativo patriottico. Durante gli anni della guerra, dapprima l'industria degli armamenti, poi gran parte dell'economia britannica furono sottoposte a un controllo statale sempre più rigoroso, all'insegna di un patto stipulato tra governo e organizzazioni sindacali. Il primo, da parte sua, si impegnò a garantire agli operai alti salari e buone condizioni di lavoro; in cambio, però, il diritto di sciopero e di protesta erano di fatto soppressi.

Come fu possibile che un movimento sindacale e politico già ben organizzato e in piena crescita di consensi si consegnasse senza discussione alla retorica bellicista e nazionalista? Resta un mistero. Certamente, la capacità della propaganda – con i mezzi di allora − fu notevole. Fu capace di far dimenticare che il sovrano che si trovava a Buckingham Palace, il nipote della regina Vittoria, aveva nelle vene sangue in gran parte tedesco (era cugino dell'odiatissimo Kaiser) e fece dimenticare tutte le giustissime istanze di cambiamento sociale. Fu una sorta di ubriacatura collettiva, di auto-suggestione di massa che fece precipitare tutta la gioventù britannica ad arruolarsi e a partire per le trincee della Francia e del Belgio. In questa operazione un ruolo chiave lo ebbero, naturalmente, gli organi di informazione, e gli intellettuali. Così come l'Italia del maggio 1915 vide uno scrittore, Gabriele D'Annunzio, infiammare con la sua parola le piazze della Penisola, così l'Inghilterra del 1914 vide degli intellettuali lanciarsi con la penna nel furore bellico. Tra questi ci fu Rudyard Kipling, conosciuto principalmente per i suoi romanzi d'avventura, tra cui il famosissimo Il libro della giungla. Kipling, che nel 1907 era stato insignito del Nobel per la letteratura, già da anni era il cantore delle glorie dell'Impero britannico, dalle Indie all'Irlanda. Aveva dedicato una poesia, Ulster, ai fanatici lealisti di quella provincia irlandese. Aveva parlato del cosiddetto fardello dell'uomo bianco, il compito, il destino delle razze superiori dell'Occidente bianco, anglosassone e protestante di dominare il mondo. 



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