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1914-2014/ Kipling, l'agente "segreto" che soffiava sul fuoco della guerra

Pubblicazione:mercoledì 16 aprile 2014

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Primavera 1914: nubi di guerra si profilano all'orizzonte di un'Europa che fino a quel momento viveva la sua Belle Epoque, una sorta di prolungato ballo sul Titanic. In uno dei paesi che saranno protagonisti dell'apocalisse bellica che si sarebbe scatenata di lì a poche settimane, l'Inghilterra, la prima metà del 1914 era stata caratterizzata da un fenomeno impressionante: tutte le principali Trade Union (i sindacati) ebbero un aumento vertiginoso, passando da 2 a circa 4 milioni di iscritti. La rivoluzione industriale aveva comportato costi umani impressionanti, con le principali città britanniche, da Londra a Birmingham, da Manchester a Liverpool, alla scozzese Glasgow, segnate da enormi slums, ghetti degradati dove milioni di persone vivevano in condizioni sanitarie e sociali da terzo mondo. Agli inizi del '900 proprio negli ambienti sindacali che con grande fatica cercavano di strappare migliori condizioni per chi lavorava in condizioni che il pensatore cattolico Hilaire Belloc aveva definito come stato servile, si era deciso di dar vita a un partito che tutelasse le classi meno abbienti. Uno scozzese delle Highlands, James Ramsay MacDonald, fu eletto segretario. Nelle elezioni del 1906 il Labour Commitee ottenne la nomina di 30 deputati, un risultato notevole tenendo conto che solo il 60% della popolazione maschile adulta della Gran Bretagna aveva accesso al suffragio, e la parte più povera della popolazione (quindi molti potenziali elettori dei laburisti) non potevano esprimere la loro preferenza. 

Subito dopo il successo elettorale sorse il Labour Party (Partito laburista) vero e proprio. Nel 1914, dunque, in una società caratterizzata da evidenti discrepanze tra la working class e la classe dominante, si profilava una crescita impetuosa dei sindacati e dello stesso partito laburista. Un fenomeno simile a quello che stava avvenendo in Italia, con lo sviluppo della presenza dei cattolici in politica, dopo un cinquantennio di avvilente discriminazione da parte della classe dirigente massonica che era stata protagonista della rivoluzione risorgimentale, e allo stesso tempo con la crescita del Partito socialista. Un eventuale incontro ed alleanza tra cattolici e socialisti avrebbe sicuramente avuto presto la meglio sui liberali. Così in Inghilterra l'ascesa del Labour sembrava inesorabile. Ma in soccorso delle vecchie oligarchie giunse nell'estate la guerra.    

Nell'agosto il Partito laburista accettò di entrare a far parte del governo di coalizione creato per far fronte all'emergenza derivante dallo scoppio della guerra mondiale. A differenza di quanto accadde in Italia, dove i socialisti si erano opposti al conflitto e anche dopo il 1918 avrebbero mantenuto viva la loro polemica contro gli interventisti, il partito laburista non assunse alcuna posizione che potesse apparire come antinazionale


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