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PAPA/ Carriquiry: Francesco, il grande nemico della fede "normale"

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Papa Francesco (Infophoto)  Papa Francesco (Infophoto)

Questa conversione personale a cui tutti siamo chiamati deve essere inseparabile dalla "conversione pastorale e missionaria" che Papa Francesco e l'episcopato latinoamericano stanno chiedendo a tutte le comunità cristiane. Su Aparecida e nella Evangelii Gaudium si chiede una conversione pastorale delle strutture, delle comunità ecclesiastiche e dei progetti pastorali, perché non si fossilizzino per inerzia e non perdano il dinamismo evangelizzatore. "La conversione pastorale delle nostre comunità esige che si passi da una pastorale di conservazione a una pastorale decisamente missionaria" (Aparecida, 370).  E questo atteggiamento "implica l'ascoltare con attenzione e discernere quello che lo Spirito dice alle Chiese" (Ap. 2, 29), attraverso i segni dei tempi in cui Dio si manifesta, tra cui le trasformazioni sociali e culturali dei contesti di incarnazione e missione della Chiesa.

"Uscire" è il verbo più usato da Papa Francesco: uscire dalla nostra autosufficienza, uscire dalla nostra autoreferenzialità e dalle astrazioni ecclesiastiche, uscire dai nostri cavilli di compiacimento. E andare incontro alle periferie della società e dell'esistenza, nelle quali sono in gioco specialmente la vita e il destino delle persone, delle famiglie e dei popoli. Il cardinale Jorge Mario Bergoglio non ha forse messo in pratica questo "uscire" e andare incontro alle "città misere", nelle periferie bisognose di quella grande metropoli? Non possiamo forse considerare l'America latina come una grande periferia che sta emergendo nell'ordine del mondo e nella cattolicità? Non sono periferie anche tutti gli "areopaghi", dove ancora non si conosce il Salvatore, gli ambienti più secolarizzati della cultura intellettuale, il mondo autoreferenziale della politica, del potere e della ricchezza, le reti dell'indifferenza e il tempo delle ricerche affannose di un significato della vita e della realtà? Il pontificato di Jorge Mario Bergoglio dà una forza e una luce totalmente nuove alla già impetuosa  forza di Aparecida per la "missione continentale", oggi convertita in missione universale.

Ci sono oggi grandi opportunità date dall'educazione e dall'evangelizzazione. Il pontificato di Papa Francesco sta esercitando ovunque una grande attrazione, in modo particolare nei popoli latinoamericani. Il cardinal Bergoglio era rimasto molto impressionato quando papa Benedetto XVI aveva detto, in occasione della Messa di apertura della quinta Conferenza generale di Aparecida, che il cristianesimo cresce non per proselitismo, bensì per attrazione. La missione nasce, ha detto papa Francesco ai vescovi del Brasile, dal fascino divino e dallo stupore di un incontro. Cos'è la missione, alla quale Papa Francesco ci spinge con veemenza, se non un'attrazione, l'attrazione di una bellezza nella vita – splendore della verità! – che desta i cuori addormentati, che infrange la barriera dell'indifferenza, che fa cadere pregiudizi e resistenze, che mette in moto i desideri più profondi del cuore dell'uomo, che suscita presentimenti curiosi e domande piene di aspettative? 



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COMMENTI
02/04/2014 - La fede normale (luisella martin)

Quando decidiamo di omologare i principi della fede con quelli della legge umana, allora la nostra fede diventa "normale". Penso che molti di noi attraversino o abbiano attraversato questo periodo di "normalità", prima della conversione o fra una conversione e l'altra ... Perché non si finisce mai di cambiare strada per riuscire a seguire Gesù ... Credo che l'"amico" della "fede normale" sia il diavolo, nostro sgradito, invisibile e ahimè non riconosciuto compagno di viaggio! Francesco lo sa e vuole aiutarci ad andare verso lo stupore, la meraviglia, la gioia, l'incanto!