BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

PAPA/ Carriquiry: Francesco, il grande nemico della fede "normale"

Pubblicazione:

Papa Francesco (Infophoto)  Papa Francesco (Infophoto)

Oggi è un tempo provvidenziale di grazia per diffondere la nostra testimonianza cristiana, con umiltà e semplicità di cuore, e dare ragione della speranza che anima la nostra vita. Per questo motivo, tutte le comunità cristiane – chiese locali, parrocchie, comunità religiose, associazioni, movimenti, comunità ecclesiali di base e piccole comunità – sono chiamate a un profondo esame di coscienza: quanto rendiamo Cristo visibile, quanto siamo portatori di Cristo – "cristofori" – nonostante l'opacità del nostro peccato? Quanto le nostre comunità sono case e scuole di comunione, orazione e vita nuova, che non solo sostengono e fanno crescere la vita dei cristiani contro le intemperie della secolarizzazione, ma danno anche una testimonianza sorprendente di questa fraternità che sorprende in società atomizzate, lacerate e polarizzate? 

Come ha detto papa Francesco, non sarà una fede "liquefatta", "assimilata alla mentalità di questo mondo", sottomessa a contaminazioni ideologiche, a dare testimonianza della sua verità e della sua bellezza, bensì una fede accolta e vissuta con fedeltà, radicalità e gioia. 

Già nel periodo di pontificato di papa Benedetto XVI, quando riecheggiavano le sue parole sulla "rivoluzione dell'amore", definendo il  cristianesimo come "il mutamento più radicale della storia", il mio maestro e amico Alberto Methol Ferré affermava che, dopo la fine e il fallimento storico della tradizione rivoluzionaria senza Dio, contro Dio, solo la Chiesa poteva riprendere in modo credibile il linguaggio della rivoluzione. Non so se lo avesse letto, Jorge Mario Bergoglio, che, come papa Francesco, ci invita a essere testimoni e protagonisti di questa rivoluzione dell'amore, della "rivoluzione della fede", della "rivoluzione della grazia", certamente la più rivoluzionaria perché cambia radicalmente la persona e infonde instancabilmente dosi di amore e verità, solidarietà e fraternità nella vita dei popoli. Persone e popoli che sono i pilastri della storia, sotto la luce e la forza del Signore della storia! È la "forza di vita senza eguali" della resurrezione (EG n. 276). Non è forse una rivoluzione evangelica quella che stiamo vivendo nell'epoca di Papa Francesco? Oggi veniamo sfidati a dimostrare, coi fatti e non solo con le parole, che il Vangelo è la migliore risposta, la più adeguata e conveniente alla sete di felicità e giustizia che abita nel cuore dell'uomo.

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
02/04/2014 - La fede normale (luisella martin)

Quando decidiamo di omologare i principi della fede con quelli della legge umana, allora la nostra fede diventa "normale". Penso che molti di noi attraversino o abbiano attraversato questo periodo di "normalità", prima della conversione o fra una conversione e l'altra ... Perché non si finisce mai di cambiare strada per riuscire a seguire Gesù ... Credo che l'"amico" della "fede normale" sia il diavolo, nostro sgradito, invisibile e ahimè non riconosciuto compagno di viaggio! Francesco lo sa e vuole aiutarci ad andare verso lo stupore, la meraviglia, la gioia, l'incanto!