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SHAKESPEARE/ Cattolico o protestante?

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William Shakesepare visto dal pittore illusionista Oleg Shuplyak (Infophoto)  William Shakesepare visto dal pittore illusionista Oleg Shuplyak (Infophoto)

Purtroppo per gli entusiasti, però, il grande critico Edmond Malone ci mise pochissimo a smascherare Ireland, dimostrando che quei documenti erano tutti falsi. Il giovane ci rimise la faccia per tutto il resto della vita e l'enigma di Shakespeare tornò ad essere tale. 

Fu invece, e paradossalmente, proprio quel documento cattolico che riguardava tanto da vicino la sua famiglia a dimostrarsi, dopotutto, autentico: si scoprì infatti, ma solo a inizio Novecento, che si trattava dell'Ultima volontà dell'anima, un testamento spirituale che era stato redatto da san Carlo Borromeo in persona per i fedeli milanesi che morivano (di peste) senza l'assistenza spirituale. I missionari inglesi in transito per Milano ritennero che esso si adattasse perfettamente ai cattolici d'Inghilterra, che, perseguitati dal regime, molto spesso morivano senza ricevere gli ultimi sacramenti.

Oggi, dopo anni e anni di studi e pubblicazioni, gli studiosi hanno individuato numerosissimi indizi (relativi sia alla vita che alle opere) del probabile cattolicesimo shakespeariano, tanto che persino l'ex arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, lo ha pubblicamente riconosciuto. D'altro canto, nessuno ha recentemente pubblicato studi che giustifichino il protestantesimo del grande drammaturgo. 

Fine delle polemiche, dunque? Assolutamente no, perché nel Novecento fu la volta dei cosiddetti "antistratfordiani". Di qualcuno di loro tutti hanno sentito parlare, se non altro attraverso il grande schermo. Si tratta di una corrente snob, che raccoglie tutti coloro secondo i quali lo zotico William Shakespeare di Stratford, che non frequentò mai l'università, debba essere stato troppo stupido e ignorante (chissà poi perché) per aver davvero composto quelle opere immortali: al limite sarà stato un prestanome per qualcuno che voleva restare in incognito. 

Costoro si dividono in varie scuole che avanzano le ipotesi più fantasiose e strampalate, attribuendo i drammi al defunto Christopher Marlowe, oppure a Francis Bacon, al conte di Oxford o persino alla regina in persona. La teoria più divertente è senz'altro la "pista siciliana", in cui, sferrando un potente pugno nello stomaco al nazionalismo britannico, si sostiene che William Shakespeare sia stato un calvinista siculo di nome Crollalanza, emigrato in Inghilterra per sfuggire alla persecuzione religiosa. Il gioco di parole nel calco lessicale dei cognomi è senz'altro curioso; tutto il resto è puro "wishful thinking". 

Nessuna delle varie ipotesi antistratfordiane potrebbe mai quadrare, essenzialmente per due motivi. Uno, nelle opere sono stati rinvenuti diversi riferimenti a Stratford, alla campagna del Warwickshire e persino ai suoi abitanti, il che confermerebbe un'identità tra uomo e autore peraltro mai messa in dubbio per secoli. Due: dalla lettura dei drammi emerge un autore profondamente diverso da tutti i possibili candidati, rigorosamente protestanti. Esattamente come William Shakespeare, intorno al quale ancora a fine Seicento circolava la voce tanto inquietante quanto vera che fosse morto papista. 



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COMMENTI
24/04/2014 - Il teatro d'ombre del bardo (Tiziano Villa)

Grazie per l'articolo. Segnalo il seguente libro importante su Shakespeare cattolico (e altro): Shadowplay: The Hidden Beliefs and Coded. Politics of William Shakespeare, di Clare Asquith, editore PublicAffairs, 2006. (si puo' acquistare in rete facilmente). E' una miniera di informazioni e idee che arricchiscono in modo sostanziale il ritratto dell'uomo e dello scrittore. Sarebbe bello se la brava Sala lo recensisse sul Sussidiario.