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LETTURE/ Si può essere bolognesi, eruditi, italianisti e militanti?

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A riprova: la gran parte degli studenti di scuola raimondiana − studenti divenuti professori, in Italia e all'estero − sono riconoscibili anche per una certa elocuzione cristallinamente precisa fino alla meticolosità, impeccabilmente tornita. E, a ulteriore riprova: quelli di noi che hanno voluto uscire da questa vicinanza troppo stretta, hanno offerto a contrario, con la loro piccola e dolce ribellione, testimonianza della forza (quasi materiale, appunto) del suo insegnamento.

Inoltre (e questo non pare sia stato ancora sufficientemente messo in risalto): Raimondi − il severo studioso per eccellenza, che non risulta si sia mai cimentato in prove poetiche o narrative − aveva un senso acuto della cultura cosiddetta militante, e ha saputo coltivare con costanza, in vari suoi studenti, vocazioni poetiche (la carica che egli ricoprì di presidente del Centro di poesia contemporanea dell'Università di Bologna non era onorifica).

Infine, ma tutt'altro che secondariamente: Raimondi ha rappresentato il polo della moderazione negli anni (troppo) ruggenti − o corruschi, o rosseggianti che dir si voglia − in cui un certo estremismo era considerato quasi de rigueur fra i giovani e meno giovani intellettuali bolognesi. Molti di noi erano allora sinceramente, onestamente divisi tra il fascino quieto di Raimondi e il fascino di un battagliero marxismo declinato in varie modalità da altri mentori di grande prestigio e influsso a Bologna (anche se non bolognesi di nascita) come Francesco Leonetti, Roberto Roversi, Gianni Scalia e vari altri. Mentori, si badi, che non demeritavano certo di esserlo − e quelli di noi che hanno sperimentato tale divisione non hanno alcun motivo di vergognarsene. Ma è venuto il tempo di riconoscere la lungimiranza, in termini anche di politica culturale, di Ezio Raimondi: intellettuale non allineato, di inclinazione moderata, credente senza mai sbandierare la sua fede. Non è un cliché, allora, parlare della sua lezione come ancora attuale.

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