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GRAN BRETAGNA/ Quella lotta tra anima cristiana e pensiero unico

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David Cameron (Infophoto)  David Cameron (Infophoto)

Leggendo della mobilitazione intellettuale che a Londra ha fatto seguito alle parole con cui il premier Cameron ricordava la lapalissiana evidenza che l'Inghilterra è un paese cristiano, mi sono chiesto quando verrà indetto un referendum per l'abolizione della Union Jack, la bandiera nazionale del Regno Unito. Sarebbe un atto di coerenza: come si fa ad avere un vessillo dove campeggiano ben tre croci, ognuna rappresentante un santo patrono e il relativo Paese? La croce di San Giorgio per l'Inghilterra, la croce di Sant'Andrea per la Scozia e la croce di San Patrizio per l'Irlanda. Un coacervo insopportabile, per una mentalità moderna, secolare, progressista come quella degli intellettuali che hanno protestato contro Cameron, tra cui Terry Pratchett e Philip Pullman, gli esponenti di punta della Fantasy ateistica, gli anti-Lewis e anti-Tolkien per eccellenza. 

Come possono musulmani, indù, atei, neopagani, riconoscersi cittadini di uno Stato che ha come insegna una bandiera multi-crociata, che ricorda un martire uccisore di draghi, il fratello di san Pietro, nonché l'evangelizzatore dell'Irlanda e scacciatore di serpenti? Se molti secoli fa un grande papa, Gregorio Magno, vedendo degli inglesi si chiese - con un gioco di parole latino - se si trattasse di Angli o angeli, data la Grazia che traspariva dai loro volti e dalle loro persone, oggi si direbbe che la vecchia Albione abbia a fronteggiare una serie di raffinati geni, o demoni, del rifiuto. Rifiuto di Dio, rifiuto della vita (diversi degli intellettuali firmatari del manifesto contro un'Inghilterra cristiana sono fautori dell'eutanasia) rifiuto dell'identità, rifiuto del buon senso.

Se poi si vuol dire che l'Inghilterra non è più cristiana, come lo è stata dall'inizio della sua storia e per molti secoli, questa è un'altra questione, che preoccupa i cristiani, cattolici e anglicani e membri di altre confessioni. Ma evidentemente questo "non essere più" è visto dagli ateisti come una conquista, una meta realizzata dalla quale non si può tornare indietro. Questo è il vero significato della loro stizzita reazione che si è fatta mobilitazione, peraltro molto elitaria. L'Inghilterra è stata scristianizzata, ma avrebbe tutto il diritto - e il dovere - di tornare alla fede dei propri padri. Il richiamo alla memoria di Cameron aveva questo garbato intento, ma le sentinelle della secolarizzazione vegliano attentamente e non fanno passare nulla.

Se tuttavia qualcuno volesse prendere sul serio l'invito del Primo Ministro a non volere lasciar morire del tutto le radici cristiane della Britannia, e cosa ancora più importante, continuare a mantenere il cristianesimo un fatto reale, concreto, incontrabile, vivo, dovrebbe ascoltare la voce di alcuni maestri, che con lucidità profetica avevano individuato con precisione, un secolo fa, le strategie del processo di scristianizzazione. 



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COMMENTI
12/05/2014 - commento (francesco taddei)

cameron è cristiano ma anche a favore dei matrimoni gay, è per la vita ma anche per l'eutanasia. un giorno sarà inglese ma anche no.