BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTURE/ Ratzinger e i limiti del potere

Pubblicazione:

Joseph Ratzinger (Infophoto)  Joseph Ratzinger (Infophoto)

Tutti temi affrontati con uno stile comunicativo aperto, rispettoso, delicato, alieno da qualsiasi cedimento alla polemica o allo stereotipo, trepidante forse di non riuscire a comunicare la verità in modo convincente, ma senza mai sottrarsi alla responsabilità di dirla tutta intera. Questo è lo stile di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI; uno stile peraltro sempre fedele a quello che egli aveva scelto come proprio motto episcopale: "Collaboratore della verità".

Sappiamo bene a quale verità alludono queste parole della terza lettera di Giovanni e quanto questa verità ecceda le verità del mondo. Eppure sentiamo che si tratta di un'eccedenza benefica, incoraggiante, produttiva; un'eccedenza che, ben lungi dall'umiliare la ragione umana, la rende ancora più forte e più libera; un'eccedenza che, ben lungi dal costituire un intralcio per la democrazia, la mette al riparo dalla demagogia e da ogni possibile dittatura della maggioranza. Ci viene detto in sostanza che la regola aurea della nostra democrazia, ossia il principio di maggioranza, non rappresenta un surrogato della verità, un modo per arrangiarci alla meno peggio in un mondo in cui la verità non c'è più, bensì un metodo per rimanere il più fedeli possibile all'incommensurabile dignità di ogni uomo e alla sua libertà. Decidiamo le questioni a maggioranza, non perché la verità non esiste, ma perché, in una comunità di liberi e uguali, non è consentito a nessuno di imporre la verità o la giustizia contro la volontà dei diretti interessati. Al limite, come vado dicendo da diversi anni, in uno spirito che considero temerariamente "ratzingeriano", è meglio un errore condiviso almeno dalla maggioranza che una verità imposta con la forza. Guai però a pensare che la verità non esista o che tutti i discorsi valgano alla stesso modo. In questo caso infatti non resterebbe altro che il potere: un potere dispotico e senza limiti. 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.