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ELEZIONI/ Vittadini: Europa e welfare, quale modello?

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Le conseguenze di questa fase di crisi globale nel nostro continente non riguardano solo l’impoverimento delle persone già in difficoltà, ma anche quello dei ceti medi che si sentono improvvisamente vulnerabili e oltre a vedere peggiorate le loro condizioni, sono assaliti da un senso d’incertezza che non aiuta a rimettere in moto dinamiche di crescita e sviluppo che, in quanto tali, richiedono fiducia. Da questo punto di vista, il ripensamento dei modelli di welfare non può che avvenire a partire da una diversa considerazione dei soggetti implicati nel processo di erogazione dei diversi servizi.



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COMMENTI
16/05/2014 - un ripensamento (Claudio Baleani)

Racconto una storia. Nel 1927 in un paesino qua vicino non c'era l'asilo e neppure la scuola elementare. Una nobildonna chiama a casa sua i suoi amici (pure nobili e comunque coi soldi) e li convince a cacciare la grana perché a lei non si poteva dire di no. Il regolamento ammette figli dei nobili e figli dei contadini. Per non discriminare nessuno impone il grembiule uguale per tutti. Ma la legge Crispi non consentiva di fare una scuola privata. La nobildonna fa un giro dal sindaco, dal prefetto e dal notaio. Si inventano una cosa palesemente elusiva della legge, ma nessuno alza un fiato. Alla fine la cosa si fa e va avanti da quasi 100 anni. Ma adesso è in crisi perché non ci sono più bambini e i costi per il personale e le tasse sono sbalorditivi. La morale qual è? 1. siamo un paese di vecchi; 2. oggi nessuno potrebbe fare una cosa così perché i ricchi veri sono pochissimi in quanto lo Stato mangia la gran parte dei redditi; 3. cercare la riforma politica liberale va bene, ma è inutile. Alla nobildonna la legislazione autoritaria e repressiva dell'Italia liberticida ha fatto un baffo. Le tasse invece l'avrebbero ammazzata. 4. il ripensamento non lo deve fare lo Stato o la politica. Lo Stato deve solo pensare a non rompere e possibilmente a far funzionare le cose sue e non quelle della vita civile e economica dove non ci capisce niente. Forse sono diventato taoista. Lao Tze diceva che il miglior politico è quello che promette ai cittadini che non farà nulla per loro.