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PEPPINO IMPASTATO/ L'educazione alla bellezza è meglio dell'Antimafia

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Peppino Impastato (1948-1978) (Immagine d'archivio)  Peppino Impastato (1948-1978) (Immagine d'archivio)

Oggi Peppino Impastato rischia di essere ucciso una seconda volta dalla burocrazia. Alcuni anni fa fu deciso, per l'impegno dei familiari e del fratello, di fare del casolare ove fu effettivamente ucciso un luogo di memoria e di riflessione della lotta alla mafia. Lodevole iniziativa che da anni attende il compimento e che il 9 maggio di ogni anno sembra raggiungere l'obiettivo finale, per poi allontanarsene nei mesi successivi. Quest'anno l'impegno è stato sancito dalla presenza alle celebrazioni del presidente della Regione, Rosario Crocetta. Vedremo.

Intanto la memoria di Peppino Impastato è un punto fermo per quanti, soprattutto nelle scuole e tra i giovani, credono che la formazione delle persone sia il primo punto di non ritorno per una lotta ad una mentalità, quella mafiosa, che può essere definitivamente sconfitta solo con l'affermazione di un'altra mentalità.

Facciamo affidamento anche sugli studenti di oggi e di domani che ogni giorno salendo le scale del liceo classico Vittorio Emanuele II di Palermo potranno dare una sbirciata all'appello alla bellezza che Peppino lanciò tanti anni fa e che mantiene ancora oggi tutta la sua freschezza e la sua attualità. 

Peppino Impastato era convinto dell'importanza dell'educazione e della educazione alla bellezza, "perché in uomini e donne non si insinui più l'abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore". Di tutto ciò abbiamo tutti bisogno, anche nella lotta per combattere la mafia.



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