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PAOLO VI/ L'uomo che ha "ucciso" la storia pagana

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Papa Paolo VI (Giovanni Battista Montini, 1897-1978) (Immagine d'archivio)  Papa Paolo VI (Giovanni Battista Montini, 1897-1978) (Immagine d'archivio)

Un altro pontefice sale agli altari: sarà Paolo VI, che Papa Francesco farà beato il prossimo 19 ottobre. Se le critiche alla canonizzazione di Giovanni Paolo II sono venute quasi solo dall'esterno della chiesa, questa volta non sarà così. Paolo VI - troppo conservatore per i progressisti, troppo progressista per i conservatori - è figura irriducibile a qualsiasi schema. Per dirla con Nanni Moretti, se ha fatto tante cose di sinistra altrettante ne ha fatte di destra. Esempi di cose di sinistra:  rinunciò all'uso della tiara, promosse fortemenete l'ecumenismo, baciò per terra inginocchiandosi nel fango quando l'auto che lo portava a Milano varcò il confine della diocesi (gesto che ripetè in ogni viaggio e che fu ripreso da Giovanni Paolo II), portò a termine il Concilio, istituì la giornata mondiale della pace, eliminò l'Indice dei libri proibiti, istituì il Sinodo dei vescovi, ebbe grande attenzione al sociale (basti pensare all' enciclica Populorum Progressio). Esempi di cose di destra: sottrasse al concilio il dibattito su celibato sacerdotale, contraccezione e controllo delle nascite pubblicando poi due encicliche molto contestate: l'Humanae vitae e la Sacerdotalis Caelibatus; aggiunse alla Lumen Gentium la Nota esplicativa previa, necessaria per evitare interpretazioni in senso episcopalista; nominò d'autorità, nell'Olanda in piena crisi dottrinale, due vescovi scelti da lui. E, ovviamente, l'elenco potrebbe continuare a lungo, includendo, per esempio, i viaggi che, primo Papa, toccarono i cinque continenti. 

Però queste riduzioni schematiche, se hanno il pregio della chiarezza, hanno il difetto della menzogna. Nessuno più del futuro beato rifugge dalle semplificazioni e forse il disagio da parte di alcuni buoni credenti nasce proprio da questo. Viene in mio soccorso un fatterello accaduto il pomeriggio dei 4 papi - il 27 aprile 2014. Mi colpì una delle tante interviste televisive fatte in Piazza San Pietro a chi passava. Era a un signore che non era tanto contento. Cos'era questa storia di aver unito in un'unica canonizzazione due papi ridimensionando, in pratica, Giovanni Paolo II "il grande"? ma perché grande? "Bisogna capire il momento storico, in quel momento la chiesa era come se fosse assediata. Il povero Paolo VI su cui si erano riversate tutte le contraddizioni del momento, era morto chiedendo pietà alle Brigate Rosse per Moro, era un momento veramente drammatico, e allora la chiesa - che erano gli assediati - ha un nuovo capo, il capo degli assediati, che dice agli assedianti 'non abbiate paura': Giovanni Paolo II, ha conquistato il mondo a Cristo, ha lasciato una chiesa completamente diversa da come era prima". 

Ascoltavo trasecolato. Ovviamente Paolo VI non chiese nessuna pietà alle Br - chiese di liberare Aldo Moro - eppure per l'intervistato il tono sofferente di un Papa umile, era diventato chiedere pietà



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