BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LUINI/ Perfezione e intimità nell'Italia del declino

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Bernardino Luini, Madonna con Bambino (Immagine d'archivio)  Bernardino Luini, Madonna con Bambino (Immagine d'archivio)

Alla fine del '400, a Milano, basti pensare a santa Maria delle Grazie o a santa Maria presso san Satiro, il significato va cercato all'interno di una perfezione prospettica. Ma se questo significato è la perfezione matematica delle forme, come dice il Pirenne "dopo l'inizio del XVI secolo, la società frammentata dall'evoluzione delle cose, presenta irrimediabilmente una prospettiva meno grandiosa di quella del Medio Evo, ispirata completamente dalla stessa fede religiosa e dalla stesso ideale cristallino". Lungo il percorso espositivo è dato osservare il lento trapasso da un'impostazione ancora "foppesca" che, attraverso il chiaroscuro dell'ombra, fa sì che la luce penetri nel colore dandogli vera fisicità, al "colorismo" veneto, ambito in cui si ritiene il Luini abbia vissuto nel periodo di tempo (1504-1507) misteriosamente "sparito" dalla circolazione. Non manca l'apporto del fiamminghismo − che, non solo grazie ad Antonello, in Italia aveva ormai ampia recezione e ci incanta in quei paesaggi che si profilano nelle lontananze −, come non mancano i figli (ai quali viene intitolata la mostra accanto al nome del padre) che vengono esposti nell'ultima sala e intelligentemente confrontati con quello che ormai è pieno manierismo. Colpisce come gli accessori perdano la loro carica simbolica, ancora tardogotica, a vantaggio di un'espressione immediata, trasparente che altro non sarà che una delle forme ultime dello sviluppo del pensiero medioevale, preso dal bisogno di convertire in immagini precise ogni nozione di sacro. Salvo poi piombare nell'allegorismo barocco. Il realismo dei particolari sfocerà infine, ma Bernardino non ci sarà più, nell'irreale delle parti dell'insieme. 

Se nel santuario di Saronno Luini mostrerà di essere aggiornato sulla pittura romana di Raffaello e Michelangelo, non implicando più solo Leonardo nel classicismo delle sue figure, è evidente come  in genere la sua libertà cromatica e felicità narrativa affondino nella lezione leonardesca: "Ecci un'altra prospettiva, la quale chiamo aerea, imperoché per la varietà dell'aria si può conoscere la diversa distanzia. Il più lontano fallo meno profilato e più azzurro".

Quello che affascina di questa mostra è sentirsi condotti − lontano da effetti monumentali e decorativi − verso l'evocazione di un senso di intimità che, se talora sembra perdere l'antico orientamento esplicito verso l'eternità, semplicemente, riflettendo la vita interiore, capta quella esteriore che osserva, come nel casto ed espressivo nudo della "Donna distesa" (1525-30; ora a Washington). La predilezione per il dettaglio naturale, fiori, o animali come nella spalliera di rose che fa da fondale alla Madonna con Bambino di Brera (1515-17) o il bellissimo agnello stretto da Bambino Gesù (1525 in Ambrosiana e amatissimo da Federico Borromeo) ci affascina e mai scade in naturalismo o in quel virtuosismo manieristico lì alla porta.

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.