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LETTURE/ Da Orwell a Renzi: chi comanda in Italia?

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Premesso che la sovranità è, in misura diversa, sempre relativa e, dunque, limitata, l'incertezza nella definizione di che cosa sia oggi "sovrano" ha a che fare con l'impossibilità di definire i contorni della crisi e del "soggetto" che ne è vittima. La sovranità è limitata all'esterno dagli accordi internazionali, ma questo vale anche per tutti gli altri paesi. Essa è, però, limitata anche all'interno, dalla forma con cui essa viene o non viene esercitata. Il problema è anzitutto qui. 

Il risentimento antitedesco su cui ha fatto leva gran parte della campagna elettorale assomiglia troppo al gioco puerile del dare la colpa agli altri, senza mai guardarsi in casa. D'altra parte, in questo momento l'ultima cosa da fare, perché essa non porterebbe che a perpetuare un sistema fallito, è limitarsi agli aspetti formalmente legali della crisi, mentre il vero problema è ritrovare i fondamenti della legittimità, cioè di quella dimensione che permette di intervenire sullo "stato di necessità", anche ben oltre, se non contro, la legalità formale. 

Gli orrori e gli eccessi della "casta", su cui ha vomitato il proprio sdegno il M5S, sono perfettamente "legali", sono "diritti acquisiti", come si suol dire, e sono lì a testimoniare l'inconsistenza etica e politica del solo piano della legalità formale. Chi non ha la memoria corta, sa che questo sdegno è lo stesso che ha portato voti, a suo tempo, a un partito come la Lega Nord, oggi ampiamente integrato, per quel che ne resta, in quel sistema che pretendeva di criticare.

Difficile non ritenere che la stessa cosa non succeda con il M5S. Orwell e la sua Fattoria degli animali sono lì a ricordare che prima delle rivoluzioni ci sono la debolezza della natura umana e la seduzione del potere e del denaro.

I sistemi costituzionali migliori non sono quelli più belli e più ordinati sulla carta, ma quelli che più tengono conto delle situazioni reali e della persona nella sua concretezza.

La sovranità appartiene al popolo, scrive la Costituzione italiana, che, peraltro, sottrae al popolo le decisioni in materia fiscale e quelle in materia di politica internazionale (dunque anche la possibilità di esprimersi direttamente su accordi e trattati che potrebbero portare a quella guerra che, pure «l'Italia rifiuta»). In un modello costituzionale più semplice e meno idealista, come quello vigente nella Confederazione Svizzera, il popolo può, invece, esprimersi direttamente su tutto. In Svizzera, "popolo" e "sovrano" sono identici, anche a livello linguistico, così, dopo i referendum, i giornali scrivono: il sovrano ha votato a maggioranza… etc. 

Così, il problema dello stato di necessità è inseparabile da quello della sovranità. La crisi della seconda è all'origine della prima. Chi governa realmente in Italia?

Mangiameli, nel passo riportato, ci parla di un soggetto esterno che, per risolvere la crisi, impone determinate regole e ripristina la legalità dell'ordinamento, facendo riferimento alla nascita degli ultimi governi. 



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