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LETTURE/ "Dove va il mondo?" Istruzioni per capire il Caos

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E infatti il tema che ritorna ciclicamente nella analisi proposta è il tema di una Europa in decadenza: ossia di una Europa che non è più l'Europa degli stati nazionali e nemmeno l'Europa di quell'ibrido incomprensibile che è l'Unione. È semmai un'Europa spaccata al suo interno dai suoi enormi difetti istituzionali e dalla divergenza di interessi delle aree-paese che la compongono.

Per questo nel libro di Sapelli la crisi economica e istituzionale dell'Italia è la crisi della sua marginalizzazione. Che oggi è marginalizzazione tanto rispetto agli Usa quanto rispetto ai cosiddetti partner europei. Semmai è interessante notare che anche per Sapelli – come per altre figure assai diverse tra loro, come R. Prodi o G. Guarino − il futuro dell'Italia sullo scenario europeo può essere solo un futuro costruito attraverso un sistema di alleanze a geometria variabile tra Italia, Francia e Spagna. Nel libro di Sapelli, insoma, si coglie benissimo che, caduto il Muro ed istituzionalizzatasi una Europa divisa tra zone core e zone periferiche, l'Italia è stata lasciata sola dalla ricollocazione degli Usa sullo scenario mondiale (cioè dalla ricollocazione dei rispettivi interessi) e da questa solitudine dipende la sua involuzione, che è involuzione al tempo stesso economica e istituzionale. 

Qui poi la diagnosi di Sapelli è lucidissima. L'Italia è divenuta un paese allo sbando, dove al venir meno delle culture politiche del passato, quella cattolico-democratica e quella comunista, è seguito il deserto delle collusioni tra interessi economici, sempre più traballanti e locali, e poteri pubblici che si reggono sul loro rapporto con questi interessi. E in cui allo sbando politico ha fatto seguito lo sbando istituzionale generato dallo stravolgimento dei rapporti tra i poteri dello stato. Un deserto in cui si intravede solo la figura di un esponente di una di quelle culture, Giorgio Napolitano, a sua volta isolato al Quirinale, che cerca di guidare ciò che resta del paese verso un futuro pesantemente condizionato dalle politiche economiche di austerità e disindebitamento praticate in questi anni.

La possibilità astratta che vede Sapelli è quella di un nuovo grande piano Marshall di investimenti in Italia e Europa che faccia ripartire le attività economiche dopo la fase di recessione imposta dalle politiche di disindebitamento forzato successive alla crisi. Che hanno prodotto nuovo debito e nuove, inaspettate povertà. E che finiranno con l'investire anche la Germania dopo che, come si dice nel libro, vincendo le elezioni e mantenendo questa linea, la Merkel ha condannato l'Europa e, con l'Europa, ha condannato la Germania.

Come dicevo, non è un libro rassicurante. Ma è un libro raro per lucidità e onestà nel proporre diagnosi e valutazioni che in genere, per buona pace di tutti, è bene non far circolare troppo. Lo legga solo chi è davvero curioso. E chi ha voglia di apprezzare il coraggio e la lucidità del suo autore, facendo un bagno di realtà.



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