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Cultura

LETTURE/ "Dove va il mondo?" Istruzioni per capire il Caos

In tempi di disordine globale leggere l'ultimo libro di G. Sapelli ("Dove va il mondo?" Per una storia mondiale del presente") non aiuta a sentirsi meglio. ALESSANDRO MANGIA

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In tempi di disordine e di disorientamento complessivo leggere l'ultimo libro di G. Sapelli (Dove va il mondo? Per una storia mondiale del presente, Guerini 2014) non aiuta a sentirsi meglio. Si tratta di un esame veloce e spietato delle linee di tendenza economiche e geopolitiche in corso nell'Occidente e nel mondo negli ultimi venticinque anni (dalla Caduta del Muro fino alla crisi finanziaria mondiale e ad oggi) che disorienta e fa barcollare il lettore. E lo fa preoccupare. 

Non è una lettura rassicurante, perché l'analisi del caos non può esserlo. Però è una lettura che fa sentire più consapevoli delle dinamiche in cui collocare le esperienze che ciascuno vive nel presente. Elargisce il piacere di essere riusciti ad unire i puntini e a tracciare un disegno in cui collocare tutto ciò che sperimentiamo nel presente, dai prezzi del supermercato alla crisi ucraina. E che, senza profetizzare nulla, fornisce una serie di elementi per riflettere su ciò che accadrà nel prossimo futuro in Italia, in Europa, nell'Occidente e nel mondo. Forse è una lettura liberatoria perché alza veli e allarga gli orizzonti di chi vive la crisi italiana come una vicenda locale. 

Potrebbe essere una lettura rassicurante se il disegno che ne uscisse, dopo avere unito i puntini, fosse un disegno armonico, con linee di tendenza precise e un numero limitato di attori e di variabili: a prescindere dal fatto che queste variabili siano destinate ad influenzare la nostra vita in modo positivo o negativo. E ci fosse una possibilità di controllare e guidare queste variabili.

In realtà il disegno che traccia Sapelli nella sua analisi è una fenomenologia del caos generato dalla perdita di punti di riferimento politici stabili a livello mondiale; e in secondo luogo generato da una serie di trasformazioni economiche (finanziarizzazione della economia mondiale; evoluzione delle tecniche di produzione e del commercio dell'energia; cambiamenti dei trend del commercio mondiale; diffusione del liberismo e delle politiche monetariste come nuova forma di pensiero unico) che hanno già fatto definitivamente scomparire gli assetti politici, commerciali e produttivi del XX secolo. E a cui si è sostituito un mondo privo di centro, dove le vicende politiche economiche e militari, pur influenzandosi, procedono in parallelo, per aree regionali e che Sapelli giustamente definisce un mondo "frattalico".

In questo senso è una lettura da raccomandare tanto a chi sia convinto per abitudine ideologica a ritenere che, dopo una fase di purificazione dovuta ad austerità e rigore, il mondo vada comunque verso migliori sorti e progressive (non molti ormai); quanto a chi ritiene che, dopo la fine dello stato e della sovranità popolare, il mondo sia retto da oscuri circoli finanziari e mondialisti che tramano nell'ombra per accumulare potere e denaro a discapito dell'individuo e dei popoli.