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LETTURE/ L'Europa? Il cielo "sceso" in terra

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L'alba del Medioevo, dopo la caduta dell'Impero romano, si costruisce su due colonne: la cristianizzazione e la trasmissione dell'Antichità. L'eredità greco-romana e biblica documenta «una concezione tale del passato che lo spingeva [il Medioevo] a recepirne coscientemente e volontariamente una parte rilevante per nutrire con essa il futuro che andava preparando». A questo ruolo di «trasmettitore dell'Antichità» si lega ad esempio l'opera di Boezio, a cui il Medioevo deve tutto ciò che seppe di Aristotele; Cassiodoro e la trasmissione del sapere enciclopedico greco; Isidoro di Siviglia e il suo Libro delle etimologie; Beda e gli studi sulle scienze della natura. Il «secondo strato decisivo dell'Europa» è poi il portato di coscienza dei Padri della Chiesa, in particolare San Girolamo con la traduzione in latino della Bibbia, la vulgata; e Sant'Agostino, a cui si deve «la ricerca di un equilibrio tra il libero arbitrio e la grazia» e, sulla scorta delle osservazioni di De Lubac, la tensione ad «impregnare di valori morali e religiosi un governo, nel rispetto della separazione tra Dio e Cesare». Non va poi trascurata la figura di Gregorio Magno, anche recentemente tributato del titolo di "inventore" del Medioevo, che secondo Le Goff meriterebbe il riconoscimento di «padre dell'Europa» più che San Benedetto o Carlo Magno.

Le pagine che incalzano sotto gli occhi del lettore non trascurano, tuttavia, le antinomie del Medioevo in cui convivevano ideali ascetici e uso della violenza (anche se l'idea di "guerra santa" rimane sempre estranea); pratiche di carità e crociate. In altre parti si sofferma a rivalutare uno snodo cruciale, come nel caso dell'età carolingia e la «falsa partenza» dell'Europa, compresa la moneta unica. Anche se a Carlo Magno si deve il tributo fondamentale assegnato al sapere e alla sua protezione, uno dei «primi doveri del sovrano». La figura di Alcuino, principale consigliere del re e imperatore, proseguì presso la corte carolingia quell'opera di trasmissione dell'eredità greco-romana.

Ma il centro della formazione dell'identità europea viene collocato da Le Goff tra la metà del XII e la metà del XIII secolo, anche in relazione ad una nuova autorappresentazione che si afferma nell'Occidente cristiano nei confronti di altre civiltà: il mondo arabo su un versante; l'invasione mongola ad Oriente. È in questo contesto che i «successi» delle città, dei mercanti e dell'attività commerciale, della scuola e dell'università, degli ordini mendicanti mostra la nascita di qualcosa di nuovo, che matura l'antico: «Definisco questo periodo di presa di coscienza del grande sviluppo della parte centrale del Medioevo e della trasformazione dei valori come il tempo in cui i valori scendono dal cielo sulla terra» (da qui il titolo dell'edizione italiana). 



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