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LETTURE/ L'antipolitica, Pasolini e le "macerie" del padre

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La dittatura della libertà ipermoderna, del godimento immediato, senza limiti, dimentica che la vera libertà nasce sempre dal dialogo con qualcuno e quindi è sempre «dipendente», sempre «seconda» ad una presenza. Da George Steiner a Flannery O'Connor la libertà è intesa come risposta all'irruzione di una Presenza ed è misurata sulla base della nostra ospitalità ad accogliere l'ingresso dell'Altro nella grande arte (Steiner) o quello della Grazia nelle nostre vite sgangherate (O'Connor). Si tratta  quindi di scegliere – come ha detto il cardinale Angelo Scola nell'incontro centrale di EncuentroMadrid – tra concepirsi come l'esito del proprio esperimento (l'io narcisista sciolto da qualsiasi legame se non quello dell'assoggettamento al proprio interesse) o accettare di essere un io-in-relazione. 

Ecco perché recuperare la fiducia nella mediazione delle istituzioni, nel ruolo del dibattito politico, nel valore positivo del confronto che esige sempre narrazione di sé ed ascolto, richiede di soddisfare la domanda di testimonianza. Come ricorda Recalcati, nell'epoca dell'azzeramento di ogni ideale si fa sempre più viva l'esigenza di padri-testimoni. «Il padre che oggi viene invocato non può più essere il padre che ha l'ultima parola sulla vita e sulla morte, sul senso del bene e del male, ma solo un padre radicalmente umanizzato, vulnerabile, incapace di dire qual è il senso ultimo della vita ma capace di mostrare, attraverso la testimonianza della propria vita, che la vita può avere un senso».



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06/05/2014 - Mi ritorna in mente Franco Fortini (Claudio Baleani)

Purtroppo non riesco a trovare un articolo che ho letto 32 anni fa sul Corriere della Sera di Franco Fortini. Fortini diceva di essere diventato comunista non per un ragionamento, ma per il fatto che il prete della sua città rifiutò il funerale religioso ad un comunista. Ma dopo che è successo? La tradizione della sinistra, che per il vero a me è sembrata sempre sgangherata e risibile anche a 12 anni (ma questo non conta), si è interrotta. A quei tempi la sinistra sembrava incamminata verso il successo e Fortini invece diceva che stava scomparendo perché non c'erano più i fatti che interpellavano il senso della giustizia e del vero. Anzi, meglio: i fatti non contavano. Una disincarnazione che finiva per intossicare la sinistra o più precisamente per accomunare i figli delle famiglie della buona sinistra antifascista a quelli dei fascisti, dei democristiani, ecc. In sostanza: come la pensi non conta proprio niente perché i fatti non contano e nemmeno il tuo stesso corpo non significa niente. Dietro l'attuale onda carognesca della politica antipolitica non c'è per niente la ricerca del piacere immediato, Magari. C'è solo l'isteria demoralizzata di chi crede di aver trovato una sua identità nei fatti finalmente ritrovati. Ma sono tutti fatti negativi e per giunta interpretati in senso complottistico. sarebbe una bella cosa che ci fossero "padri". Ma il padre chi è? E' uno che ti dice: "guarda". Se poi mentre guardi non ti ruba il portafoglio sarebbe pure meglio.