BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

PIRANDELLO/ Enrico IV: dentro la finzione, la nostalgia del vero

Pubblicazione:

Franco Branciaroli è Enrico IV (foto Umberto Favretto, ctbteatrostabile.it)  Franco Branciaroli è Enrico IV (foto Umberto Favretto, ctbteatrostabile.it)

"Tutta la vita è schiacciata così dal peso delle parole! Il peso dei morti. Eccomi qua: potete credere sul serio che Enrico IV sia ancora vivo? Eppure, ecco, parlo e comando a voi vivi. Vi voglio così! Vi sembra una burla anche questa, che seguitano a farla i morti la vita? Sì, qua è una burla: ma uscite di qua, nel mondo vivo. Spunta il giorno. Il tempo è davanti a voi. Un'alba. Questo giorno che ci sta davanti − voi dite − lo faremo noi! Sì? Voi? […] Mettetevi a parlare! Ripetete tutte le parole che si sono sempre dette! Credete di vivere? Rimasticate la vita dei morti!"

Se la vita è una infinita finzione in cui gli uomini e le donne recitano forzatamente una parte – consapevoli o inconsapevoli che siano – allora in teatro, come in una lucida follia accettata come regola, ci si può trattare in maniera autentica. Nella finzione finalmente un momento di sincerità del vivere e del guardarsi.

È qui dove Pirandello, affermando l'inconsistenza della realtà e della verità ne reclama tutta la nostalgia. 

"Dico che siete sciocchi! Dovevate sapervelo fare per voi stessi, l'inganno; non per rappresentarlo davanti a me, davanti a chi viene qua in visita di tanto in tanto; ma così, per come siete naturalmente, tutti i giorni, davanti a nessuno, per te, capisci, che in questa tua finzione ci potevi mangiare, dormire, e grattarti anche una spalla, se ti sentivi un prurito: sentendovi vivi, vivi veramente nella storia del mille e cento, qua alla Corte del vostro Imperatore Enrico IV! E pensare, da qui, da questo nostro tempo remoto, così colorito e sepolcrale, pensare che a una distanza di otto secoli in giù, in giù, gli uomini del mille e novecento si abbaruffano intanto, s'arrabattano in un'ansia senza requie di sapere come si determineranno i loro casi, di vedere come si stabiliranno i fatti che li tengono in tanta ambascia e in tanta agitazione. Mentre voi, invece, già nella storia!"

Nello spettacolo visto a Brescia, il secondo atto, cuore del dramma pirandelliano, spazzando via d'un colpo tutte la cartellonistica pubblicitaria da cui era composta la scenografia e stagliandosi su uno spoglio fondale azzurro-notte, ha la potenza di questo miracolo del teatro, nel quale si svela la verità delle cose. Le convenzioni dell'arte stracciano di colpo le convenzioni della vita e reclamano la necessità di andare oltre le apparenze.

Se nulla fosse vero, infatti, non ci sarebbe lo struggimento che pervade tutta la pièce, per un attimo di verità, proclamata e vissuta senza maschere né infingimenti.



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
09/05/2014 - Uno spettacolo di cuore: l'uomo Branciaroli (claudia mazzola)

Il grandissimo Branciaroli ha concesso di fare nel teatro dove si esibisce un banchetto a favore di AVSI per raccogliere beneficenza e alla fine dello spettacolo farà uno spot pro Avsi. Grande! In tutti i sensi.