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LETTURE/ Può esserci poesia senza memoria?

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Mi corre l'obbligo di puntualizzare che Dante e Shakespeare sono gli apici, ma sotto di loro cosa succedeva ed è successo? Che in Italia la poesia sia un pulviscolo di esperienze e modalità mi par certo: se poi questo pulviscolo possa raddensarsi in un grumo più consistente è da vedersi. Personalmente, in prospettiva, non lo vedo, ma è qualcosa che pertiene più alla cartomanzia che alla critica. Il rischio che tu paventi, piuttosto, è quello solito della cattiva poesia: quella buona e che sa dire le cose del mondo e dell'Essere, pur se «pulviscolata», non offre visioni private, tutt'altro, come ho già detto. Che poi l'allegoria abbia maggior forza e penetrazione anche verso la società… Beh, su questo ho pochi dubbi: non sono io a dirlo, è la storia stessa della poesia del mondo che lo fa.

(Daniele Gigli) 



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