BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

CRISTIANESIMO/ L'ideologia di Diocleziano, il realismo di Costantino

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

Ai cristiani stessi l'equazione per cui "ostile ai cristiani" equivale a "cattivo" dovette presto apparire semplicistica. Valga il caso di Traiano. Traiano ebbe un atteggiamento ondivago nei confronti dei cristiani, ma in sostanza ne permise la persecuzione: durante il suo impero affrontarono il martirio tra gli altri l'anziano vescovo di Gerusalemme Simeone che vantava legami di parentela con la famiglia di Gesù, e Ignazio vescovo di Antiochia, uno dei personaggi più interessanti e rappresentativi della primitiva letteratura cristiana. Eppure questo non ne offuscò la fama di buon imperatore, e anzi si diffuse ben presto una leggenda (raccolta anche da Dante) secondo cui Traiano avrebbe avuto dopo la morte un trattamento singolare e privilegiato: grazie alle preghiere del papa Gregorio Magno gli sarebbe stato concesso di tornare in vita per qualche momento, giusto il tempo necessario per ricevere il battesimo così da poter accedere al Paradiso, dove appunto Dante lo incontra nel cielo di Giove.

Allora, in luogo della classificazione incerta e precaria tra buoni o cattivi, proporremmo un diverso criterio di lettura dell'operato di Diocleziano: l'aver privilegiato l'ideologia rispetto all'approccio realistico ai problemi. Le sue capacità militari sono fuori discussione, e gli va dato atto di avere ripristinato la stabilità delle frontiere con una serie di campagne vittoriose, ma nei confronti dei gravi problemi sociali e organizzativi che affliggevano l'impero il suo operato appare viziato da un'eccessiva propensione all'ideologia. È ideologica la riorganizzazione dell'impero in quattro parti con una suddivisione del potere e delle responsabilità e la cooptazione di tre imperatori: per funzionare, il sistema della tetrarchia avrebbe avuto bisogno di quattro figure di specchiata fedeltà, disponibili a una collaborazione assidua, prive di ambizioni personali e senza brama di potere: trovare quattro persone del genere non è mai facile, e infatti il sistema tetrarchico entrò in crisi, e si aperse la via ad anni di guerre civili sanguinose, non appena venne meno la figura autorevole e carismatica dell'ideatore. 

È ideologico il tentativo di frenare l'inflazione e l'aumento dei prezzi attraverso un calmiere stabilito dall'alto: decreti del genere hanno un'efficacia effimera ed effetti spesso negativi. E infine è ideologica la persecuzione dei cristiani, la più sanguinosa e la più dura, seguita a un periodo di relativa tolleranza e di sostanziale pace. Non sappiamo (perché le fonti antiche sono contraddittorie su questo punto) se Diocleziano accettò a malincuore le insistenti proposte di Galerio o se fu lui stesso a lanciare l'iniziativa negli ultimi anni del suo impero: quel che è certo è che la base del provvedimento fu ideologica: i cristiani non riconoscevano i culti dell'impero, e soprattutto il culto divino dell'imperatore, ma nemmeno ponevano in essere comportamenti ostili o sovversivi: la loro condotta era improntata in sostanza a un atteggiamento lealista e collaboravano con le autorità, nella misura in cui questo non contraddiceva apertamente i fondamenti della loro fede. 



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >