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SCIENZA & FEDE/ Perché non possiamo liberarci di Dio?

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Ma allora, ciò che è in gioco non è tanto l'esistenza di una fede in un essere sovrannaturale, quanto la sopravvivenza del mondo e della realtà, un luogo in cui poterci riconoscere parte di una comunità. Altrimenti saremo costretti a vivere come "bestie astute" che conoscono solo i propri stati soggettivi, senza alcuna verità su di sé e il mondo attorno, come vorrebbe la nuova filosofia pragmatista di Richard Rorty, a cui s'ispira gran parte del movimento "New Atheist". 

E tuttavia, smarrendo la verità, non si perde l'idea di Dio, ma l'intero complesso della conoscenza, anche di tipo scientifico. Alla conoscenza, Rorty preferisce la speranza per un mondo migliore, senza però mai dirci in cosa consisterebbe tale speranza, se non nel successo dato dai nostri atti, dalle nostre capacità di uomini senza alcuna relazione: non più persone, ma cose animate − bestie appunto − esposte al potere. E se invece vivessimo "veluti si Deus daretur", come già consigliava Pascal ai suoi amici non credenti?



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