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BEPPE GRILLO/ Alessandro Dal Lago: attenti alla nuova religione dei "puri"

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Beppe Grillo (Infophoto)  Beppe Grillo (Infophoto)

Non importa. La questione è più semplice: a livello linguistico politico, partito, party, Partei, indicano semplicemente una "parte" organizzata. Che poi loro scelgano forme organizzative innovative è un altro discorso, ed è il lato caratteristico di questo nuovo partito che però si confronta, in un modo o nell'altro, nelle sedi rappresentative con altri partiti. 

Dove andrà il Movimento 5 Stelle?
Non potrà governare, perché volendo star da solo il 100 per cento dei voti è un'utopia irrealizzabile, d'altra parte se facesse alleanze negherebbe la sua ragione sociale. Potà fare piccoli accordi transitori, come è stato per la condanna di Berlusconi (che sarebbe stato ugualmente condannato). L'unica possibilità che ha di salvarsi è quella di alzare continuamente l'asticella. Non è un caso che la prima cosa che ha fatto Grillo dopo la sconfitta sia stata quella di andare in Europa a muovere un po' le acque.

Come si spiega secondo lei questo esclusivismo radicale?
Se guardiamo all'insieme degli atteggiamenti che compongono lo stile particolare dei grillini, si può constatare come esso sia rigorosamente moralistico e separatista. Si considerano buoni, saggi, incorrotti. Per questo allearsi con chiunque significherebbe negare la propria identità. Si tratta di una sorta di religiosità laica che non a caso si esprime in concetti di tipo giustizialista: i riferimenti alle manette, "tutti in galera", i deputati "sconosciuti alle procure" e via dicendo. È un'ossessione per la purezza che in certi momenti sconfina nel ridicolo. 

Questo concepirsi come avanguardia morale ha più a che fare con un sentimento giustizialista o con l'idea di una web-democrazia perfettamente trasparente?
Le due cose non sono in contraddizione. M5S incarna una pretesa di purezza morale che non può mediare se non al prezzo di svilirsi: basti pensare ai politici subordinati alla rete o alle tante espulsioni che ci sono state. Ma perché la rete, dal loro punto di vista, funziona? Perché la vivono non come uno strumento di mediazione ma di espressione diretta, neutra; neutra, si badi, non nel senso di "neutrale" tra le parti, ma nel senso di non compromissoria. E lo dico sulla base di centinaia di interventi sul blog di Beppe Grillo che ho esaminato nel tempo per motivi di studio. 

E che cosa ha visto?
I grillini sono essenzialmente fanatici, ma la cosa curiosa è che si tratta di un fanatismo nuovo, legato, come dicevo, non all'ossequio alla legge per la legge, ma alla purezza morale. Da cui una idea di politica come "neutrità". Il puro rifiuta il compromesso, gli restano le mediazioni tecniche. L'accordo con Farage è un opportunismo che non li compromette, perché se a Strasburgo saranno uniti, nessuno metterà il naso a casa dell'altro, e dunque è un accordo giustificato. In Italia invece, dove sono gomito a gomito con gli altri partiti, qualsiasi contatto li contamina.

È una visione che attrae, non c'è dubbio.

 



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