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PAPA/ Dario Fo sta con Francesco e manda in crisi certi cattolici

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Dario Fo (Infophoto)  Dario Fo (Infophoto)

È stato chiaro fin da subito che per qualcuno di noi - qualche cattolico, intendo - questo Papa sarebbe stato un problema. Mi sforzo di capire qualcosa di non evidente, perché dovrebbe essere logico per un cattolico che fa della coerenza una bandiera, essere dalla parte del Papa. Esserlo sul serio, anche a pelle, non solo perché cito quello che del Papa piace e, per il resto, fammi stare zitto, va', che è meglio

Ho davanti certi cattolici che dicevano con aria seria, misurata, "sono preoccupato per lui; vi ricordate per esempio Paolo VI e l'Humanae Vitae? prima concedi, concedi, ma poi, quando dici le cose come stanno - e un Papa prima o poi lo deve fare -, ti massacrano. Allora ti accorgi che era meglio stare stretti fin dall'inizio, tenere la greppia alta, come fanno i bravi fantini con i purosangue di razza". 

Il Papa andava avanti, il suo successo presso "gli altri" - le novantanove pecorelle smarrite - era crescente, e loro sempre più a malcelare che, prima o poi, queste cose si pagano. Era l'epoca del "chi sono io per giudicare" a proposito degli omosessuali. Poi Papa Francesco ha cominciato a parlare chiaro, nitido, su come si fa a restare sposati per tutta la vita; che è meglio avere figli che cani e gatti. I suoi soliti tre punti che reggono come puntine il mistero della nostra vita, hanno cominciato a riguardare quelle cose che i papi "prima o poi devono dire". 

Ma Repubblica non batte ciglio e titola manco fosse Avvenire o L'Osservatore Romano: "Il Papa allo stadio con i carismatici: 'Il demonio attacca la famiglia'" (1 giugno); "Fate figli, non accontentatevi di cani e gatti" (2 giugno). Tra chi preventivava il momento della resa dei conti comincia a serpeggiare il nervosismo. Si twitta: "cattolici che scondinzolano dietro Repubblica", "un conto essere papista, un altro essere papolatra". 

Provo a mettermi nei panni di chi scrive così e viene fuori il profilo di persone che questi anni sono stati fedeli e hanno combattuto per le proprie idee, che però erano anche le nostre idee, le mie idee; per i propri valori, i nostri valori, i miei valori; per il proprio Papa, il nostro Papa, il mio Papa. Erano i tempi de il Pastore Tedesco, o ce lo siamo scordati? Bisognava difendere la prima linea, il paradiso c'è ma sarà dopo la guerra. Dopo la conta dei morti e dei feriti. L'amore di Gesù? Ci sarà, ci aspetterà. Ma prima bisogna guadagnarselo in trincea. Arriveremo. In pochi, ma arriveremo. 



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COMMENTI
06/06/2014 - commento (maria consolo)

Riporto il commento di un mio amico esperto di cinema e teatro (cattolico, forse fra quei "certi" di cui si dice nell'articolo): Ammiro Dario Fo come attore. Lo ammiro moltissimo come uomo di teatro (certe sue regie d'opera, ad esempio,sono stati -e uso la paola a proposito- dei capolavori). Ho trovato semplicemente scandaloso il Nobel che gli hanno dato per la "letteratura" (Fo come Pirandello, Hemingway, Quasimodo ecc? Non scherziamo. Nessuno lo rappresenta in alcun teatro, e nessuno ricorda nemmeno un titolo delle sue commedie). Quando parla di Papi e di Fede, poi, l'ho sempre seguito con fastidio. Perchè da una parte è bravo, divertente, acuto; e dall'altra usa questa sua bravura per propalare valori che sono diametralmente opposti ai miei. Insomma: ha sempre vomitato il peggio del peggio contro le cose in cui io credo di più, e che più amo. Ma se qualcosa Papa Francesco ci sta insegnando è proprio l'apertura verso chi non crede (o pensa, di non credere). Cristo è venuto soprattutto per loro. E si farà più festa in Cielo per un Fo che si converte, che per 100 giusti che entrano in Paradiso. Infine credo che sia in buona fede. Dice quel che pensa davvero. E siccome è anche una brava persona, siccome credo che sia anche retto, e onesto, io penso che in questo momento della sua vita il Signore lo stia guardando con un amore tutto speciale. Amore che, alla fine, lui finirà per ricambiare." E' l'amore che cambia e fa cambiare..questo papa mette in crisi. E' fantastico

RISPOSTA:

Grazie! chiederò alla Madonna perché si realizzi quello che il tuo amico (o tu stessa) chiedi. Ciao. ML

 
04/06/2014 - Cristianità finita (1565 malta)

Leggere questi articoli mi mette di cattivo umore. Cristiani che attaccano comportamenti difettosi di altri cristiani per contrapporle a 3 speranzose ma striminzite parole di Fo; giustificare prìncipi della chiesa che seminano la malapianta dell'eresia (perchè da quelle 3 righe su 37 pagine si abolisce di fatto il peccato e di conseguenza anche la misericordia). Ricordo vago di quelle prediche progressiste in cui si elogiano i gentili che capiscono più dei cristiani, ancora intenti poveretti a santificare la domenica anzichè "urlare" alla loro dea ragione. Per quanto riguarda il desiderio del paradiso privè non capisco invece da chi possa arrivare questo concetto. E di persone ne conosco tante. Cordialmente.

RISPOSTA:

Carissimo, il Papa sa meglio di noi ciò che fa parte del deposito della fede (depositum fidei) in questo deposito c'è indubbiamente l'indissolubilità del matrimonio. Nei tre punti che il Papa ha citato nell'intervista di ritorno dalla Terra Santa - e che a propria volta citavano Benedetto XVI - c'era l'idea di rendere più giusta la strada del processo di nullità. Per il resto, io sono convinto che se suo figlio, che si è allontanato da lei e non condivide le cose di voi genitori, decidesse un giorno di venirla a trovare all’ospedale dove è ricoverato per farle visita, ne sarebbe felice. Tutto qui. ML

 
04/06/2014 - Risposta (Mauro Leonardi)

Grazie a Claudia Mazzola e a Paola Baratta!

 
04/06/2014 - La crisi è non accettare il Papa che ci è dato (claudia mazzola)

C'è sempre chi riconosce Gesù e chi no. Certo fa scandalo che lo riconoscano i pagani?

 
04/06/2014 - la cultura del dialogo (Paola Baratta)

Mi sta francamente sulle scatole. Chi? Dario Fo. Non meritava quel Nobel - io ne sono convinta - letteralmente scippato di mano a Mario Luzi. Cattolico. Sì io penso che gli abbiano negato il Nobel per la letteratura, a Luzi, perchè essere credente in ambito culturale e in particolare letterario è quasi un demerito. Il titolo di quest'articolo, quindi, all'inizio, mi ha sconcertato. Mi ha infastidito. Perchè avvicinava un uomo che mi è entrato nel cuore, papa Francesco e uno che proprio non sopporto. Per motivo culturali. Poi...Leggo cosa ha detto Fo e cosa il papa e ho i miei cinque miunuti di vergogna. Il mio orgoglio "letterario" che mi ha accecato. Ha eretto muri contro un altro uomo che manco conosco personalmente. Poi leggo la vita di Dario Fo e dacchè già mi son pentita del mio orgoglio, della tentazione di ergermi a giudice.. Ecco che divento rossa di vergogna. Ha cercato di difendere ideali di libertà; ha amato per una vita una donna, la sua donna violata da delle bestie travestite da uomini; ha cercato la verità. Ha cercato di "usare" la propria notorietà per fare battaglie buone. Poi ha fatto lotte e detto cose che non posso condividere, ma...Quali erano i veri motivi di tutti i muri che ho eretto? Saccenteria, orgoglio, pregiudizio. Vedo Francesco e i muri si sgretolano. Dario Fo ha fatto un passo grande. Si è aperto. Io credo all'Amore? Perchè allora, erigo ancora barricate. "Non abbiate paura: aprite, spalancate la porta a Cristo!" Grazie don Mauro leonardi

 
04/06/2014 - commento (francesco taddei)

il dario fo che si dice ateo e marxista è affascinato da francesco. un primo passo sulla via della conversione? lo spero per lui. però per essere completa qualcuno gli spieghi che Gesù va abbracciato tutto, non solo ciò che fa comodo. e che la chiesa è fatta da tante identità diverse, non solo quella francescana. magari possiamo rileggere dante per accorgercene di nuovo.

RISPOSTA:

Cito don Fabio Bartoli che dal blog "Come Gesù" scrive: "A me sembra che la cosa interessante non sia l’opinione di Dario Fo, di quella non me ne importa né poco né punto, attingo ad altre fonti per fortuna, ciò che è interessante invece è la constatazione del fatto che il Papa continui a provocare ed interrogare, poi è chiaro che ognuno si fa toccare su quei temi che ha più a cuore, questo è semplicemente umano, quindi non posso rimproverare Dario Fo se dell’ampio e complesso messaggio della Chiesa si lascia interrogare solo da un paio di punti, devo invece rallegrarmi che su un paio di punti il Papa è riuscito a sfondare quello che fino a ieri sembrava un muro compatto e senza crepe". Qui il link: http://mauroleonardi.it/2014/06/04/ilsussidiario-net-3/ ML

 
04/06/2014 - Con Papa Francesco (Luigi Murtas)

Ottimo don Mauro. Tutti col Papa! Quindi assimiliamone il linguaggio in toto: niente proselitismo, niente selezione nell'apostolato, d'accordo? Si cresce solo per attrazione, come insegnava e praticava San Benedetto.e si accolgono le 99 pecore, sporche, maleodoranti e zoppicanti.

RISPOSTA:

D'accordo! ML