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ARTE/ Veronese, quando il genio ama la nostra felicità

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Paplo Veronese, Matrimonio Mistico di Santa Caterina (1547, particolare) (Immagine d'archivio)  Paplo Veronese, Matrimonio Mistico di Santa Caterina (1547, particolare) (Immagine d'archivio)

E la vicenda venne così sistemata. Veronese è un grande artista "problem solving". Uno che, come scrisse il suo allievo e biografo Claudio Ridolfi, «secondò la gioia, rese pomposa la bellezza, fece più festevole il riso». 

Veronese oltretutto per completare la festa ha voluto presentarsi con una sorpresa. Infatti una studentessa dottoranda alla Statale di Milano, Cristina Moro, ha ritrovato in una villa sul Lago Maggiore, a Pallanza, due grandi tele che si credevano perdute. Rappresentano le allegorie delle Arti, e sono state riunite alle altre due che facevano parte di un ciclo probabilmente dipinto per la Biblioteca Marciana di Venezia e che ora sono conservate in America. Le si possono vedere non a Verona al Palazzo della Gran Guardia, dove si tiene la grande mostra, ma a Vicenza nella sede del bellissimo museo Palladio. Un modo per ricomporre un sodalizio, quello tra l'architetto e il Veronese, che è uno dei sodalizi più pienamente felici della Storia dell'Arte. Felici loro, ma felici anche noi nel trovarceli ancora insieme davanti…

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Mostra Paolo Veronese, Palazzo della Gran Guardia, Verona. A cura di Bernard Aikema e Paola Marini, 5 luglio-5 ottobre 2014. 



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